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Alfie Evans: non potrà essere trasferito in Italia. Così ha deciso il giudice dell’Alta Corte britannica.

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Dopo una notte incredibile in cui tutti si aspettavano che il piccolo Alfie Evans sarebbe morto, a seguito del distacco delle macchine che gli fornivano il supporto vitale, aiutandolo a respirare, si è tenuta una nuova udienza davanti al giudice dell’Alta Corte britannica Anthony Hayden.

Alfie Evans non potrà essere trasferito in Italia

La nuova udienza si è resa necessaria per decidere cosa fare dopo che le previsioni e il protocollo dei medici dell’ospedale di Liverpool Alder Hey erano saltati.

Il bambino inglese di 23 mesi, affetto da una grave condizione neurodegenerativa che lo tiene in coma dal dicembre 2016, era stato staccato dal respiratore e dalle macchine per l’idratazione e la nutrizione alle 21.30 di lunedì 23 aprile, ora inglese, ma dopo oltre 10 ore il bambino era ancora vivo, in grado di respirare da solo.

La procedura è stata interrotta e al bambino è stato somministrato di nuovo ossigeno, con una mascherina, ed è stata data dell’acqua.

Nella nuova udienza davanti all’Alta Corte, il giudice Hayden ha concesso ai genitori di Alfie la possibilità di riportare il bambino a casa, ma previo parere dei medici dell’Alder Hey. I medici dell’ospedale di Liverpool hanno detto al giudice che non è possibile far uscire Alfie dall’ospedale prima di 3-5 giorni a causa del clima di “ostilità” che si è creato attorno all’ospedale. I medici hanno anche aggiunto che un paziente non si può spostare su due piedi, ma solo dopo un’attenta valutazione. Dunque Alfie non tornerà a casa questa notte.

Secondo l’avvocato della famiglia Evans, Paul Diamond, Alfie potrebbe vivere 10 giorni senza respiratore. L’avvocato ha poi chiesto al giudice la possibilità di trasferire il bambino per trattarlo all’estero se altre opzioni dovessero fallire nelle prossime 48 ore. L’avvocato ha spiegato al giudice che il caso del piccolo Alfie ha raggiunto “i più alti livelli del governo italiano” e un’aeroambulanza militare è disponibile per portare Alfie a Roma.

Il capo dello staff dell’ambasciatore italiano nel Regno Unito ha partecipato all’udienza. Il caso del piccolo Alfie, infatti, ha coinvolto anche l’Italia da quando l’Italia gli ha concesso la cittadinanza italiana con provvedimento urgente.

Nella giornata di lunedì 23 aprile, con un colpo di scena i ministri degli Interni Minniti e degli Esteri Alfano hanno concesso la cittadinanza italiana al piccolo Alfie per motivi umanitari. Provvedimento che è stato confermato oggi dal Consiglio dei Ministri i sensi dell’articolo 9, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 91: “in considerazione dell’eccezionale interesse per la Comunità nazionale ad assicurare al minore ulteriori sviluppi terapeutici, nella tutela di preminenti valori umanitari che, nel caso di specie, attengono alla salvaguardia della salute”.

Nonostante l’interessamento dell’Italia, il giudice Hayden ha respinto l’ipotesi del trasferimento di Alfie in Italia. Il giudice ha concluso che questo è “il capitolo finale nel caso di questo straordinario bambino“.