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Una lettera anonima accusa Atef Mathlouthi di essere un terrorista pronto a compiere atti violenti a Roma: Chi l’ha visto? lo trova a Tunisi e lo intervista.

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Il ruolo sociale oltre che di “macabro” intrattenimento del programma di Rai Tre, Chi l’Ha Visto è ormai noto. Da anni Federica Sciarelli e il suo team vanno alla ricerca di persone scomparse e questa volta Chi l’Ha Visto ha rintracciato Atef Mathlouthi: tunisino, 41 anni, arrestato dalla Polizia per spaccio e segnalato come possibile attentatore.

La sua foto era stata diramata a tutte le forze dell’ordine e anche agli uffici investigativi. L’uomo ricercato per una segnalazione su possibili attentati a Roma, è stato trovato dal team di Chi l’ha Visto in Tunisia, ma l’uomo, Atef Mathlouthi si è detto innocente: “Non sono un terrorista, denuncio tutti”.

Atef Mathlouthi: la lettera anonima in ambasciata

Da parte delle forze dell’ordine non è chiaro da quanto tempo Atef Mathlouthi sia in Italia e quanto possa essere effettivamente radicalizzato e se frequenti luoghi di culto nella Capitale, insomma, si sta ancora cercando di capire se Atef Mathlouthi sia realmente pericoloso o no.

Il motivo per cui si è iniziato a sospettare di Atef Mathlouthi è legato ad una lettera anonima recapitata all’ambasciata a Tunisi che avrebbe messo in luce l’intenzione di Atef Mathlouthi di compiere degli attentati terroristici in Italia. Così le forze dell’ordine si sono messe in moto e hanno iniziato a cercare Atef. L’uomo, arrestato diverse volte a Palermo per spaccio, secondo la lettera anonima avrebbe voluto compiere diversi attentati terroristici ai danni di pub, bar e zone turistiche della capitale.

Le forze dell’ordine italiane fanno sapere che ultimamente segnalazioni come queste sono molto frequenti e che si stanno compiendo diversi controlli su soggetti sospetti.

Chi l’ha visto? L’intervista a Atef Mathlouthi

Chi l’ha visto lo ha raggiunto e lo ha intervistato: “Non sono in fuga in Tunisia, non sono scappato e soprattutto non sono un terrorista, – ha dichiarato Atef – Lavoro qui in un bar per mandare i soldi a mia moglie e dal 2012 non sono più uscito dalla Tunisia. Quando sono andato in un bar nei giorni scorsi mi sono trovato accerchiato dalla Polizia dicendo che ero ricercato a Roma, ma magari mi portassero dalla mia famiglia. Hanno fatto spaventare tutti”.

A cura di S.Marvaldi