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giardino di ninfa
Giardino di Ninfa di Costerna di Latina (iStock)

Giardino di Ninfa a Cisterna di Latina: riapertura al pubblico per Pasqua 2018. Dal 31 marzo si potrà nuovamente visitare lo splendido parco, fino al 4 novembre.

Giardino di Ninfa riapre al pubblico per Pasqua 2018

Buone, anzi ottime notizie per gli amanti di parchi e giardini alla ricerca di luoghi incantevoli da visitare in primavera: a partire dal weekend di Pasqua 2018, dunque a fine marzo, e fino ai primi di novembre, riaprirà a Cisterna di Latina lo splendido Giardino di Ninfa, un parco che sorge un borgo medievale abbandonato, oggi un rudere, che nel 2000 è stato dichiarato monumento naturale della Repubblica Italiana.

Il borgo abbandonato e il parco prendono il nome da un tempio di età classica romana, dedicato alle Ninfe e situato su un isolotto del piccolo lago. Il Giardino, attraversato da un corso d’acqua che forma laghetti e torrenti, si trova a circa 80 km a sud di Roma, nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta. Il giardino di Ninfa è un classico giardino romantico in stile inglese, ricavato nell’area dove un tempo sorgeva la cittadina medievale di Ninfa, di cui sono rimasti i ruderi e alcuni edifici restaurati. Questo meraviglioso giardino è stato realizzato da Gelasio Caetani nel 1921. Nel 2005 si è aggiudicato il titolo di Parco più Bello d’Italia, e non è difficile capire perché.

giardino di ninfa
Giardino di Ninfa, Cisterna di Latina (iStock)

Il Giardino di Ninfa appartiene dalla Fondazione Roffredo Cateani, dal nome della famiglia che lo acquistò nel 1297. Visitato e frequentato da scrittori e artisti, è stato una tappa fondamentale del Grand Tour d’Italia. Anticamente era un centro agricolo, mentre il borgo medievale, che per un periodo fu anche di proprietà dello Stato Pontificio, è stato al centro di alterne vicende. Una storia che contribuisce ad aumentare il fascino di questo luogo, insieme alla straordinaria bellezza paesaggistica. Un luogo davvero incantato, da visitare assolutamente.

Il borgo di Ninfa è formato dai ruderi della chiesa di Santa Maria Maggiore, dove il 20 settembre del 1159 fu proclamato papa Alessandro III, fondatore della città di Alessandria, in Piemonte, e acerrimo nemico di Federico Barbarossa. Nel paese si trovano anche i ruderi delle mura e di un castello del XIII secolo e il palazzo del municipio che è stato restaurato. Alla fine del XIII secolo la cittadina di Ninfa divenne di proprietà della famiglia Colonna, che tuttavia fu scomunicata, con confisca dei beni, da papa Bonifacio VIII, Benedetto Caetani. Proprio la famiglia del pontefice, nella persona di Pietro Caetani, acquistò Ninfa nel 1297. In questo periodo la cittadina visse un periodo di sviluppo e prosperità. Furono rinforzate le mura, costruiti nuovi edifici, tra cui chiese, botteghe e mulini, e  fu risanata la vicina palude. Alla fine del XIV secolo, a seguito di faide tra famiglie nobili romane e il saccheggio del 1381, in cui la città fu distrutta a picconate, Ninfa fu progressivamente abbandonata e mai più ricostruita. Nel XVI secolo, il cardinale Nicolò III Caetani fece realizzare un giardino nel luogo dove un tempo sorgeva il borgo, ma con la sua morte fu presto abbandonato e cadde in rovina.

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Castello del Giardino di Ninfa (Livioandronico2013, CC BY-SA 3.0, Wikipedia)

Solo nel XX secolo Ninfa fu recuperata dai discendenti della famiglia Caetani. Nel 1921, Gelasio Caetani dispose la bonifica della zona ed il restauro di alcuni ruderi, in particolare la torre del castello e il municipio. Poi fece piantare diverse specie botaniche, provenienti anche dai suoi viaggi all’estero e che si sviluppavano a Ninfa grazie al clima favorevole, molto umido, regalato. I lavori per la realizzazione del giardino furono proseguiti da Roffredo Caetani, dalla moglie Marguerite Chapin e dalla figlia Lelia Caetani. Furono le due donne, soprattutto Lelia, durante gli anni trenta, a dare al giardino la struttura all’inglese. Leila Caetani, ultima rappresentante della famiglia Caetani creò la Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta, che ancora oggi si occupa del parco.

Intorno al Giardino di Ninfa è stata creata nel 1976 un’oasi del WWF, per proteggere la flora e la fauna del luogo.

Il Giardino di Ninfa è uno dei luoghi da favola da visitare in Italia.

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Giardino di Ninfa (Mentnafunangann, CC BY-SA 3.0, Wikipedia)

Giardino di Ninfa: aperture stagione 2018

Si potrà visitare nuovamente lo stupendo Giardino di Ninfa grazie all’apertura primaverile, il 31 marzo 2018, per il weekend di Pasqua. Il parco sarà aperto alle visite fino al 4 novembre 2018. Tuttavia, il giardino non sarà aperto tutti i giorni.

“Al fine di preservare il suo equilibrio ambientale”, si legge sul sito della Fondazione Caetani, l’area verde è aperta “al pubblico soltanto in alcune date stabilite e l’ingresso è regolato esclusivamente attraverso visite guidate“.

I giorni di apertura del Giardino di Ninfa nel 2018: 31 marzo (Sabato Santo), 1 aprile (domenica di Pasqua), 2 aprile (Lunedì dell’Angelo, Pasquetta). Gli altri giorni di apertura ad aprile: weekend del 7 e 8 aprile e i giorni 15, il 22 e il 29. Aperture a maggio: il 1°, il 5, il 6, il 13, il 20 e il 27. A giugno: 2, 3 e 17. Aperture estive: 7, 8 e 22 luglio; ad agosto il 4, 5 e 15 (Ferragosto). A settembre il giardino sarà aperto alle visite solo nei primi due giorni del mese; mentre a ottobre sarà aperto il 6 e il 7. Giorno di chiusura sarà il 4 novembre. Le visite sono garantite anche in caso di pioggia e durano in media un’ora.

A fine percorso si può visitare l’Hortus Conclusus (2 euro), un piccolo giardino all’italiana risalente al XVII secolo, con un agrumeto e vasche con cigni.

La prenotazione è obbligatoria per tutti. Per i gruppi c’è anche la possibilità di prenotare fuori delle date ufficiali d’apertura al pubblico, mentre le scolaresche possono accedere ad aprile (4, 9, 11, 16, 18, 23, 30) e a maggio (2, 7, 9, 14, 16, 21, 23, 28, 30). Il Giardino di Ninfa è agevolmente percorribile da carrozzine e sedie e rotelle, prestando attenzione a radici sporgenti, sassi e rami bassi.

Ingresso 15 euro, gratuito per minori di 11 anni, 8 euro per diversamente abili
Info: www.fondazionecaetani.org

In occasione delle Giornate FAI di Primavera, il 24  e 25 marzo, è prevista un’apertura straordinaria del Giardino di Ninfa, che tuttavia non seguirà il normale percorso di visita.

Grazie ad i giovani ciceroni del FAI, Fondo Ambiente Italiano, il Giardino di Ninfa mostrerà al pubblico la sua parte meno conosciuta, al di là delle mura di cinta della città medievale. Il percorso si snoderà partendo dalla Chiesa di San Pietro fuori le mura (XII sec.), una delle chiese più grandi delle Ninfa medievale, a tre navate con abside riccamente decorata, che si staglia sullo sfondo dei Monti Lepini. Si costeggerà poi la doppia cinta muraria fino ad arrivare ad una delle porte di Ninfa, Porta San Salvatore, dove sarà possibile riflettere sul sistema difensivo della città, e si concluderà la passeggiata presso il Ponte a due luci sul fiume Ninfa per ammirare il custode maestoso e silente dei segreti del Giardino, il centenario Pioppo nero, inserito dal 1982 nella lista degli “Alberi monumentali d’Italia”.

La visita non comprende il percorso ordinario all’interno del Giardino, ma un’area ad esso esterna ed è organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano. Per maggiori informazioni: www.giornatefai.it

Tra i giardini da visitare a primavera, ricordiamo anche il campo di tulipani alle porte di Milano.

Mappa del luogo dove si trova il Giardino di Ninfa

A cura di Valeria Bellagamba