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Prosegue la polemica a distanza fra Selvaggia Lucarelli e Michelle Hunziker. Sul piatto della bilancia l’Associazione ‘Doppia Difesa’ presieduta dalla conduttrice reduce di Sanremo e dalla avvocato Giulia Bongiorno attualmente candidata con la Lega di Salvini.

La Lucarelli aveva evidenziato come le attività della onlus fossero davvero poche e scarse: pagina facebook inattiva (in realtà dei post ci sono, sebbene a gennaio non sia stato pubblicato nulla) e linee telefoniche a cui non risponde nessuno (noi abbiamo provato a telefonare e ci hanno risposto: ma, come evidenziato anche da altri, sembra sia un effetto post Lucarelli). La nota blogger sostiene che l’Associazione sia più uno spot per le due fondatrici che altro. Effettivamente guardando la pagina facebook la loro presenza è piuttosto ingombrante.

L’articolo che denuncia la scarsa attività della onlus non è piaciuto, ovviamente, alla Hunziker e alla Bongiorno che sono decise a presentare querela e a portare in tribunale come testimoni tutte le donne che nei 10 anni di attività sono state aiutate.

La Hunziker ha poi voluto precisare con un post le sue donazioni all’onlus: “Non ci piace appuntarci medaglie sul petto – ha scritto qualche giorno fa – ma di fronte agli attacchi di cui la Fondazione Doppia Difesa e’ stata bersaglio abbiamo deciso di rendere note le cifre donate a titolo personale in questi anni: Giulia Bongiorno: € 299.150. Michelle Hunziker: € 273.250 (con regolari bonifici riscontrabili). Ciò, naturalmente, oltre al lavoro indefesso, talvolta persino notturno, svolto con passione e sacrificio in favore di Doppia Difesa. Avremmo preferito non scendere in dettagli di questo tipo, ma di fronte all’ingiustizia e alla diffamazione, è doveroso replicare con dati oggettivi“.

E subito è arrivata la risposta della Lucarelli la quale ha spiegato che non ha mai contestato le donazioni, ma ben altri aspetti della gestione della Onlus ed in ogni caso, effettivamente, le cifre non sono poi così astronomiche. “Cara Michelle, cara Bongiorno – ha scritto la Lucarelli – Non ho mai contestato donazioni. Rispondete alle questioni di cui si parla nel pezzo. E inoltre: la fondazione esiste da 10 anni, per cui sono donazioni per 27 000 euro l’anno detraibili fiscalmente. Io avrei omesso questa “medaglia sul petto”.

Ma a mettere sul banco degli imputati la Hunziker e la Bongiorno è anche la presidente dell’Associazione D.i.Re, rete nazionale dei centri antiviolenza in Italia. In una lettera indirizzata al presidente della Rai Monica Maggioni, la presidente scrive: “Consentire alla conduttrice di utilizzare la platea di Sanremo per distribuire un gadget riferibile all’associazione con cui condivide la titolarità con l’avvocata Giulia Bongiorno quando questa è in campagna elettorale non ha nulla a che fare con la sensibilizzazione del pubblico al tema della violenza contro le donne. A noi sembra un malcelato e fintamente ingenuo tentativo non solo si sostenere la campagna elettorale di Bongiorno, ma anche di far dimenticare le critiche piovute sull’associazione Doppia Difesa”.

E le fa eco anche la presidente della Casa di Accoglienza della Donne Maltratte di Milano Manuela Ulivi che in un post su Facebook sottolinea le attività dell’Associazione che da 30 anni opera a Milano, del lavoro sul territorio, nelle scuole, dei bandi, di un’attività lontana dai luccichi, ma molto efficace.

Parlare di violenza sulle donne, di associazioni di difesa – ma bisognerebbe parlare di tutte quelle che ci sono però – ad una platea grande come Sanremo può comunque far bene alla causa. Il problema è quando diventa un esercizio sterile fatto per abbellire piuttosto che una reale azione indirizzata verso un fine. Perché qualsiasi spinta al cambiamento, ad una visione diversa, ad un assumersi delle responsabilità,  si arena poi in quel linguaggio maschilista che non fa più ridere, ma mette solo tristezza. Come quando il mago Forest sul palco dell’Ariston fa le battute contro le donne transgender o quando Fiorello fa il siparietto e dice a Baglioni di andare a fare il ‘puttan tour’ o quando ti accorgi che la stragrande maggioranza dei cantanti sono uomini. Sì, per le donne c’è ancora molta strada da fare.

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