CONDIVIDI

Sondaggi elettorali 2018 exit poll

Ultimi Sondaggi e Proiezioni di Voto delle Prossime Elezioni Politiche 2018:
Quello che traspare per quel che riguarda le Elezione Politiche 2018, è sicuramente l’uninominale che diventa ormai decisivo nell’assegnazione dei seggi che potrebbe consegnare la vittoria al Centrodestra.

Stando a quanto emerge dai sondaggi elettorali delle ultime due settimane, si può maturare un’idea approssimativa su quelli che sono i flussi di voto relativi. A sostenerlo è il professore Roberto Vassallo durante la trasmissione di La7, Tagada del 6 febbraio 2018. E’ da evidenziare, a tal proposito, che i seggi vengono assegnati per il 63% con il proporzionale e per il 37% con l’uninominale. Vale a dire: 386 seggi alla Camera con il proporzionale, 231 con l’uninominale. Al Senato: 193 seggi con il proporzionale, 115 con l’uninominale. Stando a questi dati, sapete quanti seggi prenderebbero le coalizioni?

Le statistiche:

Il Centrodestra è in vetta con il 36,3% dei consensi, ciò vuol dire 144 seggi.

Invece, il Centrosinistra 27,5% (109 seggi).

Movimento 5 Stelle 27,3% (108 seggi),

Liberi e Uguali 6,4% (25 seggi).

Tuttavia, questi sono dati relativi esclusivamente alla parte proporzionale di attribuzione seggi alla Camera: ovvero, l’ un per cento di voti vale circa 4 seggi. L’uninominale ha la facoltà di spostare molti seggi in più.

Proiezioni di Voto per Regioni Italiane:

Attualmente, il Centrodestra domina il Nord Italia, la parte tirrenica del Centro Sud, più la Puglia, parte della Calabria e della Sicilia. Il centrosinistra prende il Trentino Alto Adige, quasi tutta la Toscana e l’Emilia Romagna, una parte delle Marche. Il M5S ha pochi collegi sicuri, solo in parte della Sardegna e della Sicilia, ma il suo elettorato è molto trasversale. In alcune zone d’Italia c’è ancora tanta incertezza, visto le differenze minime tra le coalizioni.

Stando a quanto emerso finora, esclusivamente il Centrodestra può raggiungere la soglia minima di seggi alla Camera (316) per governare. Sembra avere tutte le carte in regola per conquistare almeno due terzi dei collegi in bilico. Ovviamente, questi sono dati approssimativi che hanno un margine di errore di almeno il 3%. La questione uninominale, peraltro, rende ancora più difficile la lettura e di conseguenza l’affidabilità di tali dati.