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Una storia molto interessante di donne viaggiatrici è quella di Alexandra David-Néel, scrittrice ed esploratrice francese nata il 24 ottobre del 1868 e morta nel 1969. Alexandra è famosa perché è stata la prima donna occidentale ad arrivare, nel 1924, nella città di Lhasa, vietata all’epoca a qualsiasi tipo di straniero. Per arrivarci Alexandra fece un viaggio molto lungo: 8 mesi di camminata, partendo dalla Mongolia e attraversando il Tibet. Il suo personaggio è molto interessante perché, oltre ad essere una scrittrice è anche stata esploratrice, fotografa, orientalista e antropologa. Scrisse tantissimi libri di viaggi e anche alcuni testi sul buddhismo. Insomma un personaggio molto particolare e nella sua vita si dice anche che fosse anarchica e massona fatto sta che si innamorò della cultura tibetana e della meditazione e riuscì così, con questa sua forza interiore con questa sua grande volontà, a compiere imprese veramente molto belle. Ecco perchè Alexandra è la viaggiatrice per antonomasia.

La vita di Alexandra e i primi viaggi

Già da giovane, a soli 18 anni, decise di abbandonare la casa dei genitori a Bruxelles e, a bordo di una bicicletta, andò verso la Spagna, da qui proseguì verso la Francia e poi decise di trasferirsi definitivamente a Londra in Inghilterra. Qui intraprendete lo studio delle filosofie orientali e in questo suo soggiorno a Londra Alexandra conobbe un inviato del tredicesimo Dalai Lama, nonchè  futuro fondatore del primo tempo buddhista in Europa, e grazie a lui iniziò questa sua passione nei confronti del buddismo.

Di ritorno a Parigi si iscrisse alla società teosofica e approfondì gli studi sul Buddhismo seguendo anche lezioni di lingue orientali a La Sorbonne. È proprio in questo periodo che, si dice, Alexandra abbia frequento anche numerose società segrete come la massoneria.

Alexandra arriva in India nel 1890

Nel 1890 grazie ad un’eredità si permise di fare un lunghissimo viaggio per tutta l’India e qui rimase affascinata dalle tecniche di meditazione e che inizio ad imparare grazie a Swāmī Brahmānanda Saraswatī.

Tutto questo studio teorico però non era sufficiente per lei e voleva di più. Così grazie al fatto di avere una bellissima voce si dedicò al canto e grazie proprio alla sua qualità riuscità a girare tutto il mondo perché divenne la prima donna all’Opera di Hanoi nel 1902, poi le venne chiesto di dirigere teatro di Tunisi e qui si fermò perché, oltre a dedicarsi allo studio del Corano, si sposò con Philip Neil, ingegnere ferroviario.

Dopo un po’, per un carattere però come quello di Alexandra, la vita matrimoniale e soprattutto la stanzialità divenne insopportabile. Così d’accordo con suo marito si trasferì in Inghilterra e dopo alcuni mesi da lì decise di andare di nuovo in Belgio per poi, dopo diversi mesi ancora, tornare a Tunisi da suo marito.

L’eremitaggio e l’arrivo a Lhasa

Dal 1914 al 1916 Alexandra si dedico a l’eremitaggio in una caverna insieme ad un monaco tibetano che divenne anche suo compagno di vita avventure e, in seguito addirittura venne adottato come figlio data la sua giovanissima età.

Nel 1916 fu bloccata nei suoi viaggi e impossibilitata a tornare in Europa a causa della guerra quindi si reco in Giappone dove incontrò un viaggiatore che era riuscito a visitare Lhasa. Desiderosa di imitarlo e di fare la stessa cosa di conoscere questa straordinaria terra decise di andare a Pechino travestendosi da tibetana e, a piedi in piena guerra civile, grazie alla sua conoscenza del mondo e alla sua capacità di adattarsi alle situazioni più disparate, riuscì a raggiungere Lhasa.

Dopo una parentesi di nuovo in Europa, Alexandra torno poi in Cina nel 1937 ci rimase fino al 1946 bloccata anche in questo caso dalla seconda guerra mondiale. Alexandra ebbe una vita piena tanto che morì a 101 anni in Provenza.