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pianta aliena
Pianta aliena Ludwigia Peploides (Wikicommons)

Una pianta aliena, scoperta in Toscana qualche tempo fa e segnalata dall’ARPAT, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana. Una circostanza che ci ha incuriosito e sulla quale abbiamo voluto indagare. Ecco di cosa si tratta.

La pianta aliena in Toscana

Niente paura, qui non si parla di extraterrestri. La pianta aliena scoperta qualche mese fa in Toscana è aliena solo rispetto all’ambiente toscano, ma è assolutamente terrestre. Si tratta di una pianta sudamericana Ludwigia peploides subsp. montevidensis (Spreng.) P.H. Raven, comunemente denominata porracchia peploide o di Montevideo, appartenente alla famiglia delle Onagraceae.

La porracchia peploide è stata trovata dal Gruppo di Lavoro Biomonitoraggio dell’Area Vasta Centro di ARPAT nel Torrente Ombrone Pistoiese presso la stazione denominata “Ombrone medio” in località Caserana (comune di Quarrata – PT), successivamente, nella stazione denominata “Ombrone valle” in località Comeana (comune di Carmignano – PO). Gli operatori erano impegnati in un campionamento delle acque superficiali attraverso le macrofite acquatiche, per rilevarne lo stato di qualità, quando si sono imbattuti nella “pianta aliena”.

L’origine della pianta è stata confermata dal Laboratorio di Fitogeografia (Dipartimento Biologia) dell’Università degli Studi di Firenze.

Pianta aliena (www.arpat.toscana.it)

Successivamente, la pianta sudamericana è stata rinvenuta in località Ferruccia (comune di Quarrata – PT) e in località Castellare (comune di Pistoia). Non solo, la porracchia peploide è stata ritrovata anche nel Fiume Arno presso Camaioni (comune di Montelupo Fiorentino – FI), a circa 4 km a valle dell’immissione dell’Ombrone Pistoiese nell’Arno. Questo significa che la pianta aliena si è progressivamente estesa, conquistando nuove aree, o forse è meglio dire infestando nuove aree. La sua diffusione, infatti, non è una notizia positiva. Inoltre, l’infestazione non è più controllabile, secondo l’ARPAT.

Negli anni la porracchia peploide è stata importata in varie parti del mondo e si è ampiamente diffusa, per via delle sue elevate capacità vegetative: è molto resistente e cresce velocemente. In Francia è considerata la specie aliena acquatica più invasiva; in Germania, Svizzera e Spagna è stata inserita nella Lista Nera delle piante invasive, ed è presente anche in altri Paesi dell’Europa Occidentale e mediterranea (Regno Unito, Belgio, Portogallo, Paesi Bassi, Grecia).

In Italia la porracchia peploide è stata introdotta alla fine del XX secolo come pianta da acquario, al momento è presente in varie regioni del Nord Italia e nel Lazio. La Regione Lombardia ha incluso la pianta nella lista nera allegata alla L.R. 10/2008 delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione.

La pianta aliena porracchia peploide ha elevate capacità di diffusione, poiché si può propagare dai frammenti del fusto o del rizoma, facilmente distaccabili dalla pianta per l’azione del vento, dell’acqua o di animali. In seguito i frammenti della pianta radicano sulle sponde dei corsi d’acqua a lento deflusso, creando dei fusti galleggianti lunghi fino a tre metri. La sua crescita rapida e la rapida diffusione ne fanno una specie vegetale biologicamente vincente e per questo motivo infestante.

La diffusione e proliferazione della porracchia peploide può dare luogo ai seguenti problemi:

  • è rifugio di insetti fitofagi e ne favorisce la moltiplicazione;
  • limita la balneazione e la pesca sportiva lungo i corsi d’acqua;
  • incrementa il rischio di alluvioni, creando pericolose occlusioni;
  • ostacola la vita delle specie vegetali e animali autoctone.

Per maggiori informazioni su questa pianta aliena si può controllare il sito web dell’ARPAT.