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La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo: in Canada è stato ritrovato un astice con il marchio della Pepsi impresso su una chela. Il crostaceo è stato pescato al largo dell’isola Grand Manan nel New Brunswick dalla pescatrice Karissa Lindstrand che ha notato sulla chela il logo blu e rosso tipico di questa azienda. La pescatrice ha dichiarato che questa è la prima volta che ha visto una cosa del genere così ha scattato una foto e l’ha postata online così tutti i principali giornali del mondo la hanno ripresa, trasformandola nell’immagine simbolo della lotta all’inquinamento nel mare.

L’ipotesi che è stata fatta per spiegare come sia stato possibile questo fatto è che il crostaceo si cresciuto attaccato alla lattina e che quindi l’immagine si sia trasferita sulla chela. L’immagine si è trasferita così sull’animale e tutto il mondo ha ricominciato a discutere sull’inquinamento proprio come era successo tempo fa alla foto del cavalluccio marino che aveva un cotton-fioc incastrato nella coda dell’animale. 

Il mare di plastica, come è stato definito da una campagna contro l’inquinamento, secondo un recente studio, è una situazione molto grave: ogni anno tra i 1,5 e i 2,41 milioni di tonnellate di rifiuti vengono gettati in mare dai corsi d’acqua e i fiumi sono inquinatissimi portando il 67% di tutti i rifiuti complessivi in mare. Ovviamente questo problema non è solo legato all’ecosistema marino, ma si riflette poi su tutta la natura in quanto gli uccelli poi si nutrono dei pesci che mangiano la plastica. Una catena alimentare tragica.

Senza contare che vi sono delle vere e proprie isole di plastica che si creano nei mari del Sud Pacifico, una delle più grandi ha una superficie di otto volte quelle dell’Italia. Ecco l’immagine che ha sconvolto il mondo e che ha riportato l’attenzione mediatica su questo problema. Una cosa è certa, non ci si dovrebbe mai dimenticare dell’inquinamento, ma purtroppo anche queste storie servono per tenere viva la memoria.