CONDIVIDI

L’Italia è un Paese straordinario e per quanto possa essere stucchevole dirlo è la pura verità. Specie quando ci si imbatte in una camera incredibile, di una bellezza mozzafiato, in uno stile architettonico molto raro in Italia. Già perché il nostro Paese non solo ha paesaggi naturali meravigliosi che variano da spiagge idilliache a montagne stupefacenti, a palazzi storici, a monumenti antichi, a siti archeologici di immenso valore, ma ha anche dei particolarissimi tesori.

Su e giù per lo Stivale vi potete imbattere in luoghi veramente particolari. Dal Parco di Bomarzo in provincia di Viterbo al Castello di Sirmione in Lombardia sono luoghi che vi sembreranno usciti da una favola (qui i 5 posti più magici d’Italia).  E altri luoghi come i Giardini di Ninfa nel Lazio, o il borgo di Tenno sul Garda o ancora la splendida Manarola in Liguria o Matera unica al mondo con i suoi Sassi (qui i 10 luoghi più da sogno d’Italia). Insomma, di posti spettacolari e affascinanti l’Italia ne ha parecchi, ma il Castello di Sammezzano vi sorprenderà ancora di più.

E’ proprio in questo Castello che si trova quella che il portale di viaggi statunitense CultureTrip.com ha definito senza indugio la stanza più bella d’Italia. Ecco, chiudete gli occhi e immaginate un enorme stanza tutta decorata di colori vivaci che formano geometrie complesse e che si affaccia sulla meravigliosa campagna toscana. Non vi sembra un luogo da favola? E’ la stanza del Pavone nel Castello di Sammezzano.

Castello di Sammezzano: colori e arte in Toscana

Ci troviamo nella località di Sammezzano nel comune di Leccio in provincia di Firenze. Qui sorge l’esempio più virtuoso e riuscito di arte orientale in Italia. Un Castello i cui interni lasciano a bocca aperta per la loro straordinaria bellezza.

 

La storia di questo luogo è antica. C’è chi sostiene, come lo storico Davidsohn, che addirittura Carlo Magno soggiornò qui nel suo viaggio di ritorno da Roma nel 780. La tenuta in cui sorge il Castello passò in mano a grandi famiglie: Altoviti, De’Medici e Ximenes D’Aragona. Da quest’ultimo la tenuta passò a Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona che in quarant’anni fino al 1889 trasformò completamente questo luogo rendendolo il miglior esempio di arte orientale in Italia.

 

Sotto la sua guida oltre a modificare la struttura esistente creò nuove sale e accolse completamente lo stile moresco che si stava diffondendo in Europa alla metà del 1800. Ogni stucco, piastrella, mattone venne realizzato da artigiani locali. Inoltre Ferdinando Panciatichi creò anche il grande parco che circonda il Castello. Vi fece piantare 134 specie botaniche diverse ed esotiche (solo una minima parte ha resistito fino ai giorni nostri) e li diede un impianto architettonico con elementi in stile moresco fra le quali grotte artificiali, ponti, vasche e fontane.

Castello di Sammezzano: come visitarlo

Purtroppo il Castello di Sammezzano non è al momento visitabile. Nel dopoguerra divenne un hotel di lusso, poi venne abbandonato.  Appartiene ad un privato che ha lasciato il castello nell’abbandono. Più volte è stato messo all’asta senza successo: l’asta è andata deserta. Lo scorso maggio è stato nuovamente messo all’asta e acquistato da una società di Dubai, ma il Tribunale di Firenze per irregolarità ha annullato la vendita. Al momento quindi non è possibile preventivare quando sarà possibile visitarlo, ma potete seguire il comitato che si occupa del Castello e costantemente aggiorna su cosa succede.