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Le Grotte di Ercole: luogo mitico e misterioso

mercoledì, 13 settembre 2017

Grotte di Ercole, Marocco (Pierre Nordström, CC BY-SA 2.0, Wikicommons)

Tra i tanti luoghi mitici e magici del mondo c’è uno molto speciale che si affaccia sulla costa atlantica del Marocco, all’imbocco dello Stretto di Gibilterra, sul promontorio di Cap Spartel. Si tratta delle Grotte di Ercole, vicino a Tangeri, un luogo spettacolare che sta diventando sempre più popolare tra i turisti. Le Grotte si affacciano sull’Oceano Atlantico, sulla costa nord-occidentale della penisola marocchina che chiude lo Stretto di Gibilterra insieme alla punta meridionale della Penisola iberica. Sono comprese nel territorio del comune di Tangeri.

Negli anni, le grotte sono diventate un meta turistica sempre più popolare e frequentata, grazie alla suggestiva bellezza del luogo e alle leggende che ne accrescono il fascino.

Le Grotte di Ercole: luogo mitico del Marocco

Le Grotte di Ercole sono state scoperte nel 1906, ma hanno un’origine antichissima che si fa risalire al 2500 a.C. Secondo la mitologia, furono la dimora del mitico Ercole, figura eroica della mitologia classica a metà tra l’uomo e la divinità (Ercole per i romani, Eracle per i greci a cui si deve la creazione di questa figura leggendaria, poi introdotta in Italia).

Grotte di Ercole, Marocco (iStock)

Le Grotte di Ercole sono diventate negli anni una delle attrazioni turistiche più visitate di Tangeri, città dalla quale distano poco meno di 15 km. Le grotte sono in realtà un’unica grande grotta, che ha due aperture, una più grande verso il mare, conosciuta anche come Grotta dell’Africa, e una verso terra. La Grotta dell’Africa è chiama anche “La Mappa dell’Africa“, perché la sua forma, vista dal mare, assomiglia al profilo del continente africano. Una leggenda racconta che questa grotta sia stata creata dai Fenici.

Secondo un’altra leggenda, invece, che riguarda il mito di Ercole, l’eroe fu tenuto prigioniero nelle grotte e un giorno per liberarsi diede un pugno alla parete, dove si apre la fessura con la forma della cartina africana, facendola crollare. Il crollo provocò anche la rottura della terra che collegava Europa e Africa, portando alla separazione dei due continenti. Sempre secondo le leggende, le Grotte di Ercole nasconderebbero il passaggio sotterraneo fino alla Rocca di Gibilterra.

Le Grotte di Ercole sono naturali, ma in parte anche artificiali, scavate fin dalla preistoria e utilizzate come cave per ricavarne pietre con cui realizzare le ruote della macine per il grano.L’attività estrattiva ha conferito alle pareti interne delle grotte la curiosa caratteristica di avere delle colonne di anelli scavati uno sull’altro.

Alle grotte si accede attraverso un lungo corridoio, all’inizio del quale si incontra una gradinata artificiale, quindi si entra nella grotta vera e propria, formata da alcune camere collegate tra loro dove si trovano molte nicchie. La camera o grotta più grande è quella che si apre sull’Oceano Atlantico, la Grotta dell’Africa, con la sua grande apertura scavata nella roccia calcarea dalla forza erosiva mare, che ha appunto la forma del continente africano.

La visita alle Grotte di Ercole cura circa mezz’ora. Il momento più bello è l’ora del tramonto, quando dall’apertura della Grotta dell’Africa si guarda il sole scendere sull’Oceano

VIDEO: le Grotte di Ercole

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