Allarme terrorismo: nuove minacce a Roma

GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images
GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images

L’attentato di Nizza, con tutti i suoi misteri e l’apprensione ancora per gli scomparsi – di cui 6 italiani, ha fatto nuovamente crescere l’allerta terrorismo in Italia. Il nostro Paese è infatti nella lista dei possibili obiettivi del terrorismo jihadista e in particolare osservata speciale è Roma, la Capitale, fulcro della vita politica ed economica e centro della Cristianità. Nessun luogo del mondo può dirsi al riparo dalla follia dei terroristi, qui i Paesi che al momento presentano un rischio più elevato. 

Minacce a Roma

Ad allertare i servizi segreti italiani le immagini ritrovate sullo smartphone di un giovane di 23 anni afgano, richiedente asilo, arrestato due mesi fa a Bari. Sul cellulare di Hakim Nasiri, questo il nome del ragazzo, sono state rivenute immagini dell’aeroporto di Bari, di un centro commerciale di Londra, del Colosseo e del Circo Massimo. Il ragazzo inoltre aveva chiare affiliazioni e simpatie jihadiste: sempre nel suo  telefonino filmati di esercitazioni degli uomini del califfato.

Mentre sui sui social, jihadisti e fiancheggiatori del Califfato, rinnovano le loro minacce contro la Città Eterna, il Giornale rivela che l’allerta sulla Capitale resta altissima e le misure di controllo molto elevate. Ad ogni singolo evento che richiami centinaia o migliaia di persone, come il concerto di Bruce Springsteen di qualche giorno fa, imponente era la macchina della sicurezza messa in moto dalle forze dell’ordine e dai servizi segreti.

 

Vi proponiamo un video in cui, subito dopo gli attentati di Parigi del novembre scorso, un dolcissimo bambino risponde sui ‘cattivi’ e le rassicurazioni del padre.


 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.