Aerei, ecco gli oggetti più sporchi da non toccare

sedili aereo

In aereo ci sono degli oggetti più sporchi di altri, in cui vige un vero e proprio battaglione di germi pronto ad entrare in azione. L’aereo, stando ad una ricerca condotta dai microbiologi della Philadelphia Drexel University e di Travel Math, è un posto in cui bisognerebbe girare con i guanti. Già perché per quanto venga pulito e disinfettato ci sono dei posti particolari in cui i germi e i batteri si annidano e combatterli è una guerra quasi persa.

Tempo fa vi avevamo parlato di quali fossero gli oggetti da non toccare in una camera d’albergo, ora quelli da evitare in un aereo. Il consiglio generale è che quando si viaggia è buona regola portare con sé del disinfettante per le mani. Unico appiglio contro il battaglione dei germi. Ma vediamo quali sono i posti più sporchi da non toccare in un aereo.

  • Il tavolino. Sul tavolino sono stati trovati 2.155 unità per pollice quadro, ovvero circa per 6 cm. Una media stabilita prendendo in esame 4 aerei diversi di voli diversi. Un dato sconcertante se si pensa che sulla maniglia dello scarico del bagno ne sono stati trovati ‘appena’ 256 unità.
  • Il bagno. Ovviamente il bagno è uno dei luoghi più infestato dai batteri. “Con un solo bagno per ogni 50 passeggeri, si crea terreno fertilissimo per batteri tipo Escherichia coli – fanno sapere dalla Philadelphia Drexel University, dipartimento Medicina – Suggeriamo di non toccare nulla, in bagno, con  le mani nude. Copritele di carta igienica, in mancanza di guanti».
  • La tasca del sedile. Dentro la tasca finisce pressoché ogni cosa: dai fazzoletti usati ai pannolini sporchi. E bisogna ricordarsi che i germi possono sopravvivere anche una settimana.
  • La rivista dell’aereo. Viene toccata da migliaia di mani e viene cambiata solo una volta al mese quando viene sostituita con il numero successivo. E’ quindi uno dei peggiori ricettacoli di batteri. Meglio evitare di toccarla.

 

Autore: Cini Silvia

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.