Paese che vai bellezza che trovi: l’ideale di bellezza maschile in 16 Nazioni

uomomondo

‘Paese che vai, usanza che trovi’, dice un vecchio adagio. E non solo usanza, ma anche bellezza. Già perché l’ideale di bellezza maschile e femminile, o per meglio dire il gusto estetico, varia sensibilmente da nazione a nazione. Non esiste infatti un concetto di bello assoluto valevole per ogni epoca e per ogni Paese.

Ciò che era considerato bello un secolo fa non lo è più ora. E allo stesso modo quello che è considerato bello in SudAmerica può essere considerato bruttissimo in Europa. Ma perfino nello stesso continente, dove la cultura di riferimento è a grosse linee la stessa, ci sono enormi differenze fra i Paesi. Il gusto estetico è infatti figlio dell’industria culturale di appartenenza, alimentato dal continuo rimando dei media, da ciò che la cultura dominante impone come bello.

Vi sorprende che definiamo bello ciò che in qualche modo ci è stato imposto di considerare tale e non per una nostra personale visione? Eppure è così. E diversi esperimenti a riguardo lo confermano. Attenzione, ciò non vuol dire che ci piace, ma che aderisce al nostro concetto di bello e spesso le due cose si sovrappongono.

Qualche mese fa era stato fatto un esperimento ‘Perceptions of Perfection’, ossia la percezione della perfezione, in cui il corpo di una donna è stato photoshoppato seguendo gli standard di bellezza di 18 differenti Paesi ed è emerso come in Italia e in Cina una donna per essere considerata bella deve magra, mentre altrove deve essere di fianchi larghi e seno abbondante.

L’ideale di bellezza maschile nei differenti Paesi

E gli uomini? Come è l’ideale maschile di bellezza nei diversi Paesi? Lo stesso esperimento ‘Perceptions of Perfection’ è stato fatto ora al maschile e sempre dalla stessa azienda di Salute inglese Online Doctor che ha chiesto a diversi designer di modificare con photoshop l’immagine di un uomo secondo gli standard del loro Paese di origine. Ecco i risultati:

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.