Dimmi che mano hai e ti dirò chi sei: più lungo indice o anulare?

mani

Chi siamo e quali sono le nostre inclinazioni e caratteristiche? Semplice basta guardarsi le mani. No, non le linee come farebbe una chiromante, ma la lunghezza delle dita. Già perché sembra risiedere proprio lì, in quei millimetri di differenza, il nucleo di gran parte di noi. E andando in giro per il mondo, viaggiando, vi sarà capitato di vedere mani di ogni tipo e magari anche notare una tendenza comune di un popolo.

A sostenere l’importanza della lunghezza delle dita non è qualche strampalata teoria figlia della rete (o almeno non solo), ma una ricerca britannica dell’ Howard Hughes Medical Center sui livelli ormonali e le loro manifestazioni fisiche pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences. Insomma, per quanto questo studio non sia assoluto e non valga per tutti, una certa attendibilità dovrebbe averla.

Lo studio rinominato della teoria dell’anulare sostiene che avere l’anulare più lungo o più corto dell’indice o della stessa lunghezza significa avere più o meno alti livelli di testosterone e di conseguenza avere determinate caratteristiche e una certa personalità .

Inoltre se la differenza tra anulare e indice è evidente si tratterà di un soggetto molto estroso e originale. Così come una  mano molto grande è indice di una persona molto aperta, mentre una mano molto piccola di una persona molto riservata.

  •  A – Se avete l’anulare più lungo dell’indice:  alto livello di testosterone, siete quindi più “mascolini”. e avete una predisposizione a dominare, all’aggressività, alla sessualità, a determinati sport, ma anche all’alcolismo.  Siete più portati per le materie scientifiche
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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.