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Sanremo 2016: trionfa Bosso, Ramazzotti che gaffe!

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:11
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Ieri sera la seconda serata del Festival ha visto protagonista un artista sconosciuto ai più, ma di un enorme valore artistico. musicale e umano, Ezio Bosso, pianista, direttore d’orchestra e compositore. Soffre di SLA dal 2011, ma nonostante questa terribile malattia neuro degenerativa, non ha perso il suo entusiasmo per la vita e per la musica, né ha influito sul suo modo di suonare.

“La musica siamo noi – ha detto Bosso –  È una fortuna che condividiamo. Ci è arrivata e ce la cerchiamo. Mettiamo le mani, ma ci insegna la cosa più importante che esista, ascoltare”. Il musicista 45enne è una star internazionale, ha diretto alcune delle più grandi orchestre del mondo ed ha tenuto corsi dal Giappone all’Australia agli Stati Uniti. Carlo Conti lo ha fortemente voluto al Festival ed il pubblico dell’Ariston gli ha riservato una standing ovation.

Ieri sera come superospite italiano c’era poi Eros Ramazzotti. Il cantante romano è ritornato così sul palco dell’Ariston che lo vide trionfare nel 1984 con una Terra Promessa. Per l’occasione Ramazzotti riparte proprio da quella fortunata canzone per un medley dei suoi più grandi successi che si conclude con ‘Più bella cosa non c’è’ che Eros dedica alla moglie tanto che scende in platea per andare a baciare la moglie.

Peccato che i fan hanno la memoria lunga e si ricordano bene che quella canzone Eros la dedicò a Michelle Hunziker, ai tempi sua moglie, tanto che era presente anche nel video della canzone. La doppia dedica non è piaciuta ai fan che si sono scatenati sul web, tacciando Eros di poca sensibilità.

 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.