“Troppo grassa per salire in aereo”. Ecco la sua incredibile reazione

julia“No, signora lei è troppo grassa per volare in aereo“. Una frase pesante, dura, umiliante che però è stata la molla che ha fatto scattare un’incredibile reazione e le ha fatto cambiare vita. Così la signora Julia Spence, 45 anni, di Derby, Inghilterra ha raccontato all’inglese The Mirror la sua storia.

Nel 2002 la signora Spence, che è una sportiva si infortuna durante una lezione di kickboxing ed è costretta a stare ferma. Da lì inizia la sua discesa agli inferi: inizia a mangiare cibo spazzatura, a bere alcolici e a non fare più sport. In breve tempo inizia ad ingrassare raggiungendo i 165 kg di peso.

Per anni la sua vita è fatta di cibi grassi e sedentarietà, fino al giorno in cui di ritorno da una vacanza a Cipro si rende conto che doveva fare qualcosa, doveva cambiare . «E’ stato terribile, è stato in quell’istante che ho capito che non poteva continuare in quel modo – ha raccontato la donna al Mirror. – Ho provato a sedermi sul sedile, ma non riuscivo ad allacciarmi la cintura di sicurezza. Ho affrontato l’umiliazione di doverlo dire al personale dell’aereo che si sono adoperati cercando una cintura di sicurezza più lunga e urlando ‘c’è una persona grassa qui che non può sedersi al suo posto’, ma non li biasimo”.

Quell’umiliazione così forte accende quello che mancava da dieci anni alla signora Spence, ossia la forza di volontà. Julie inizia a seguire una dieta e a fare attività fisica e in soli 18 mesi perde ben 82 chili. Ed ora pubblica con orgoglio le sue  foto di una forma fisica ritrovata. Perché l’obesità non è solo un fatto estetico o una scomodità con i sedili stretti, è una malattia che provoca gravi danni alla salute e per questo va curata.

 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.