Ryan Air, torna l’idea dei bagni a pagamento?

ry RYAN AIR BAGNI A PAGAMENTO / LONDRA – Ogni tanto la Ryan Air, la compagnia low cost più famosa del mondo, se ne esce con qualche idea bislacca che attira su di sé una miriade di attenzioni spesso non favorevoli. L’obiettivo della compagnia è quello di rendere il biglietto sempre più leggero e di far pagare salato per qualsiasi altra opzione o servizio che si desidera. Il che in linea di principio ci piace anche; d’altronde quello che vogliamo è raggiungere la nostra meta spendendo il meno possibile e possiamo fare a meno di cibi serviti a bordo o del posto prenotato. Soltanto che la compagnia irlandese diventa troppo spesso cavillosa e finisce per dare l’impressione che voglia ‘fregare’ il cliente più che aiutarlo a risparmiare. Ad esempio quando voleva pretendere il pagamento del bagaglio extra da una ragazza perché aveva un libro in mano (la giovane, che si rifiutò di pagare, fu fatta scendere dall’aereo: guarda il video clicca qui).  Ma gli episodi sono davvero tanti e chiunque abbia viaggiato con Ryan Air ne ha il suo di personale da raccontare.

Negli ultimi tempi è tornata in auge l’idea di far pagare l’utilizzo dei bagni dell’aereo. La proposta fu lanciata qualche anno fa dal patron O’Leary in un’intervista alla BBC, ma poi non se ne fece più nulla. Così come tempo fa si parlò dei posti in piedi in aereo. Ed anche in questo caso non se ne fece più nulla. Ora l’idea di far pagare un euro per l’uso della toilette è tornata di moda, ma visto che la proposta ai tempi fu subissata di critiche, è quanto mai difficile che venga davvero realizzata, più probabilmente la voce che circola è solo un modo di farsi pubblicità. Bene o male purché se ne parli.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.