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Tivoli, Villa Gregoriana: il Fai manda a casa i lavoratori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:43
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TIVOLI VILLA GREGORIANA FAI CASSA INTEGRAZIONE / ROMA – Uno degli slogan del FAI, Fondo Ambiente Italiano, recita ‘adotta un luogo del cuore’. Ma a Tivoli, a Villa Gregoriana,  uno dei giardini romantici più belli e meglio conservati d’Italia, il Fai ha deciso di spezzare il cuore e le speranze di nove lavoratori.

Come ogni anno Villa Gregoriana riaprirà al pubblico il 1 marzo. Come ogni anno i visitatori potranno ammirare la splendida cascata del Bernini, la Grotta di Nettuno, i ruderi della villa di Manlio Vopisco. Ma quest’anno mancheranno invece le nove colonne che negli ultimi sette anni hanno contribuito a rendere questo incantevole sito sicuro, pulito e accogliente. Nove lavoratori sono stati  infatti messi in cassa integrazione: il Fai ha infatti deciso di non rinnovare alla società “Coopculture” la gestione dei servizi di accoglienza, sorveglianza, manutenzione e sicurezza che la società, attraverso i nove giovani lavoratori, ha garantito dal 5 maggio 2005, data della riapertura del Parco.

L’amministrazione di Tivoli aveva rinnovato la convenzione con la quale forniva al Fai fondi per la gestione del sito turistico ma la notizia ha cambiato le carte in tavola: “Di fronte al rischio licenziamenti che interessa nove lavoratori tiburtini – ha spiegato l’assessore al Turismo e Attività produttive Vincenzo Tropiano – penso sia doveroso da parte dell’amministrazione sospendere immediatamente la convenzione con la quale il Comune si impegna a versare al Fai cinquemila euro l’anno e a favorire l’incremento delle attività produttive. Un impegno a tutela dei diritti dei nove ragazzi, tutti professionalmente qualificati, che attualmente sono in regime di cassa integrazione in deroga”.

 

 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.