VIDEO – Barbara d’Urso si lamenta del freddo: l’ira dei pendolari

VIDEO BARBARA D’URSO SI LAMENTA DEL FREDDO TRENO L’IRA DEI PENDOLARI / ROMA – Chi viaggia in treno lo sa. Sa cosa vuol dire attendere sulla banchina un treno che arriverà in ritardo e sarà pieno di gente senza un posto libero a disposizione. Sa cosa vuol dire fare il pendolare su treni semi fatiscenti i cui biglietti sono però cari. E sa anche che cosa significa aspettare sulla banchina al freddo al gelo alle sette di mattina, di tutte le mattine, per andare a guadagnare uno stipendio o per andare a costruirsi un futuro. Lo sa e non ha nessuna voglia di sentire i capricci di una miliardaria della tv che si lamenta perché ha atteso il suo Freccia Rossa e il suo posto riservato in Exclusive Class al freddo invece che nella saletta riservata e riscaldata. Barbara D’Urso, la nota presentatrice mediaset,  ha postato su you tube un video in cui si lamenta con Trenitalia per non averle ancora consegnato la tessera Platino a cui lei ha diritto e che le avrebbe permesso di accedere alla saletta calda e riscaldata. Ne avrà anche diritto Barbara D’Urso a questa tessera e avrà anche diritto, visto che paga, di stare in un ambiente caldo, ma lamentarsene così per quella che in fondo non è che un’inezia, di fronte a milioni di cittadini che ogni giorno hanno a che fare con problemi assai peggiori e che non hanno tutti quei privilegi e quei conti milionari, è semplicemente sfacciato e di cattivo gusto. Ricorda tanto Maria Antonietta e le brioches. E non è edificante per la conduttrice napoletana accendere questo tipo di ricordi. Sembra chi si lamenta dell’assenza del parmigiano sulla pasta di fronte ad un gruppo di persone affamate. Ed infatti la reazione dei pendolari non si è fatta attendere: in rete centinaia di messaggi di ira contro la D’Urso. E sappiamo tutti che fine ha fatto Maria Antonietta e le sue brioches. Alla fine è il popolo che comanda.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.