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Il mini aeroporto di New York che rivoluzionerà i voli intercontinentali low cost

venerdì, 16 giugno 2017

Stewart Airport di New York per i voli lowcost fonte usnews
Un aeroporto grande come una stazione di servizio si prepara a rivoluzionare il trasporto intercontinentale. E’ la storia dello Stewart Airport: il piccolo scalo nello Stato di New York accoglierà infatti a partire da oggi i primi turisti intercontinentali provenienti dall’Europa.

Stewart Airport: il nuovo scalo dei voli low cost intercontinentali

Ad usufruire del piccolo ma preziosissimo scalo la Norwegian Airlines, compagnia low cost che ha lanciato per prima i voli intercontinentali a basso costo. Proprio questa settimana infatti ci sarà il taglio del nastro dei voli diretti per New York da Belfast, Edimburgo, Dublino e Shannon.

Un volo di andata e ritorno a luglio – altissima stagione per visitare la Grande Mela – costa poco più di 400 euro, mentre i vettori più economici nello stesso periodo si aggirano sui 1.200 euro. Da novembre saranno possibili voli diretti verso il minuscolo Stewart Airport anche dall’Italia, sempre tramite la compagnia norvegese. I trasporti turistici si preparano a vivere un nuova era: va da sé che l’impatto che questi voli avranno sull’industria del turismo globale sono immensi in termini economici e innescheranno un ribasso generale dei prezzi anche delle compagnie non low cost.

Secondo l’amministratore delegato di Norwegian, Bjorn Kjos, le dimensioni ridotte dello Stewart Airport rappresenteranno un grande vantaggio perché “così possiamo effettuare il ricambio in maniera molto più rapida: i passeggeri possono scendere e salire sull’aereo in meno di 90 minuti”.

Lo Stewart Airport per i voli low cost: piccolo ma con sogni grandi

Piccolo si, ma con sogni grandi ed ambiziosi: nonostante le attuali modiche dimensioni, lo Stewart Airport potrebbe essere allargato; il terreno su cui sorge è infatti di 7.000 acri più vasto di quello di Newark, attualmente il secondo più grande di New York, con oltre 40 milioni di passeggeri l’anno. Inoltre, la pista dello Stewart è la terza più lunga del paese, permettendo atterraggi a qualsiasi ora del giorno ed in totale visibilità. Ultima cosa, non meno importante, essendo distante dagli altri aeroporti cittadini non ne condivide lo spazio aereo con vantaggi per l’assenza di accavallamenti e ritardi.

Un tallone di Achille però lo ha anche lo Stewart Airport: il piccolo scalo dista quasi 100 chilometri da Manhattan ed i collegamenti sono pressoché inesistenti. In concomitanza con l’arrivo del primo volo intercontinentale verrà istituito un servizio bus (impiegherà circa 1 ora e 25 minuti per raggiungere la città): un collegamento non proprio celere ma non è da escludere che in un imminente futuro la rete di trasporti che collega lo scalo sarà ampiamente maggiorata.

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