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In Italia uno dei canyon più belli del mondo

giovedì, 3 marzo 2016

Gola del Furlo (Foto di Alicudi, CC BY-SA 3.0. Wikipedia)

Gola del Furlo (Foto di Alicudi, CC BY-SA 3.0. Wikipedia)

La Gola del Furlo si trova nel cuore delle Marche, nel territorio del comune di Fermignano, nella provincia di Pesaro-Urbino. Si tratta di una gola antichissima, formatasi migliaia di anni fa per effetto dell’erosione del fiume Candigliano che la attraversa, tanto che la Gola del Furlo viene ritenuta un vero e proprio canyon. La sua profondità è stata notevolmente ridotta a seguito della costruzione di una diga nel 1922, che ha trasformato in un tranquillo bacino il torrente che l’attraversava. I monti che formano la gola sono il Pietralata (889 m) e il Paganuccio (976 m). Il fiume Candigliano è un affluente del Metauro, il principale fiume delle Marche. Si tratta di un luogo di straordinaria bellezza paesaggistica.

La Gola del Furlo è stata dichiarata Riserva naturale statale con decreto del Ministero dell’Ambiente del 6 febbraio del 2001. La riserva è grande 3.907 ettari, tutti situati nella provincia di Pesaro e Urbino, ed è gestita dall’amministrazione provinciale. Il territorio comprende parte delle comunità montane dell’Alto e Medio Metauro, di Catria e Nerone e del Metauro, e i comuni di Acqualagna, Cagli, Fermignano, Fossombrone e Urbino.

La galleria di epoca romana del Furlo (Foto di AlMare. , CC BY-SA 2.5, Wikipedia)

La galleria di epoca romana del Furlo (Foto di AlMare. , CC BY-SA 2.5, Wikipedia)

Il luogo è antico non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche storico. La Gola infatti è attraversata dall’antica Via Flaminia, la strada romana che parte da Rimini e che all’altezza della città costiera di Fano svolta per l’entroterra. Nel punto in cui la strada attraversa la Gola si trova una galleria che fu fatta scavare nella roccia dall’imperatore Vespasiano tra il 76 e il 77 d.C. La datazione è stata resa possibile da una inscrizione in latino sulla roccia, sopra l’ingresso nord-orientale della galleria, ancora leggibile: IMP(erator) CAESAR AUG(ustus) – VESPASIANUS PONT(ifex) MAX(imus) – TRIB(unicia) POT(estate) VII IMP(erator) XVII P(ater) P(atriae) CO(n) S(ul) VIII – CENSOR FACIUND(um) CURAVIT. La galleria fu chiamata “petra pertusa” (pietra forata) o “forulum”, piccolo foro, da cui è nato il nome Furlo. È lunga 38,30 metri ed è piuttosto stretta, la larghezza nel punto massimo è di 5,47 m, mentre l’altezza è di 5,95 metri. Accanto a questa galleria ce n’è un’altra più picola, di epoca etrusca, lunga 8 metri, larga 3,30 metri e alta 4,45 m.

La zona è stata liberata dal traffico verso l’Umbria e Roma grazie alla costruzione, negli anni ’80, della vicina superstrada che taglia il passo del Furlo con due lunghe gallerie che attraversano la montagna. In questo modo l’antico tracciato della Via Flaminia che passa per la gola è stato preservato ed è prevalentemente una meta turistica, molto frequentata anche dagli abitanti delle zone vicine, soprattutto in primavera e durante i weekend.

Accanto alla galleria del Furlo, sulla strada, sorge la piccola chiesa di S. Maria delle Grazie, costruita alla fine del ‘400 e visitabile nei mesi di luglio e agosto.

Per informazioni turistiche: la Gola del Furlo sul sito web del Comune di Fermignano e www.riservagoladelfurlo.it

Valeria Bellagamba

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