Hai mai pensato al cicloturismo? In Italia è un fenomeno in crescita esponenziale

Una strada di campagna, il fruscio delle ruote, l’odore del pane appena sfornato quando entri in paese. Il bello del viaggiare in bici è tutto qui: ritmo umano, incontri veri, pause scelte da te

Mi capita spesso di tirare il fiato a bordo strada, accanto a una fontana di pietra. Sgancio la borraccia, guardo il profilo delle colline, ascolto.

Hai mai pensato al cicloturismo? In Italia è un fenomeno in crescita esponenziale
Hai mai pensato al cicloturismo? In Italia è un fenomeno in crescita esponenziale

Il cicloturismo non è una fuga estrema. È un viaggio lento. Un modo semplice per entrare nei borghi, fermarsi in una trattoria, parlare con chi quel luogo lo abita. Che tu pedali tra le strade bianche del Chianti o lungo la ciclabile del Mincio, la bici apre porte che l’auto non vede.

Molti pensano sia roba da sportivi. Non più. Chi sale oggi in sella cerca qualità dell’esperienza, non prestazione. Una mezza giornata tra vigneti, un tuffo al lago, una visita al centro storico. E quella foto al tramonto arriva da sé, senza inseguire trend.

Il profilo di chi sale in sella oggi è cambiato. Quasi un viaggiatore su due è donna. Cresce la Gen Z: oggi vale circa il 17,3% dei cicloturisti. Viaggiano spesso in coppia. Scelgono itinerari online: oltre il 60% organizza il percorso sul web. Spendono con attenzione: in media 69 euro per l’alloggio e 91 euro per attività e servizi.

La priorità? Enogastronomia, benessere, natura. Mettono nel carrello esperienze locali: una degustazione in cantina, una guida per il centro storico, una notte in un B&B che offre ricovero sicuro per le bici.

Contano anche i racconti: uno su due condivide il viaggio sui social. Non per esibire, più spesso per suggerire. È così che molte tratte minori trovano nuova vita. Pensa a una greenway lungo un fiume secondario: bastano poche storie ben fatte per farla entrare nelle mappe desiderio.

L’effetto sui territori

Qui arriva il punto: i numeri. Per il 2025 si stimano quasi 49 milioni di presenze cicloturistiche in Italia. L’impatto economico supera i 6,4 miliardi di euro. Non è un flusso che si addensa in tre città. Si distribuisce. Va nelle aree interne, nei borghi fuori dalle rotte di massa, nelle valli laterali. Tra il 2019 e il 2025 i punti di noleggio bici sono cresciuti del 47%. Non tanto più imprese, ma più sedi diffuse lungo le tratte: modelli “multi-sede” nati per rispondere alla domanda.

Questo porta lavoro, nuova impresa anche femminile, servizi migliori. Crescono percorsi segnalati, navette per le e-bike, piccole ciclo-officine. Il tema dell’inclusione avanza, con programmi dedicati a far entrare più donne nel settore. E la partecipazione si vede: l’ultima Fiera del Cicloturismo ha registrato oltre 27.000 visitatori e più di 260 espositori. Un termometro chiaro.

Ci sono ancora nodi da sciogliere. Manca una rete continua in alcune regioni. La sicurezza non ha standard omogenei su tutte le tratte. Non sempre i treni accolgono le bici come dovrebbero. Ma la direzione è netta e i dati, oggi, la sostengono.

Io lo capisco quando rimetto il casco e riparto. La bici non urla, non consuma il paesaggio. Lo attraversa. E tu, quale tratto di mappa vuoi colorare al prossimo giro?