In viaggio con le canzoni di Franco Battiato

La musica di Battiato, con sonorità provenienti da tutto il mondo, ci ha trasportato per mano nei luoghi più disparati del pianeta. Conosciamo i luoghi delle canzoni

franco battiato
La musica di Battiato ci ha fatto viaggiare per tutto il mondo (getty images)

La musica, è vero, ci fa viaggiare: occhi chiusi, cuffie nelle orecchie e tanta immaginazione. Franco Battiato ha preso alla lettera questa qualità intrinseca delle note per creare delle canzoni che parlano di viaggi. E allora quali sono i luoghi citati dal cantautore? 

Le canzoni del Maestro costruiscono itinerari che si snodano per tutto il globo: dalle Americhe all’Asia, dall’Africa all’Oceania. Rintracciare tutti le citazioni geografiche nelle canzoni di Battiato è un arduo compito, ma cerchiamone insieme qualcuno.

Franco Battiato e la mappa delle sue canzoni

località del mondo
Dall’Europa all’Asia, i luoghi citati da Battiato sono innumerevoli (pixabay)

Il cantautore siciliano è sempre stato legatissimo alla sua terra d’origine, ma nei suoi brani ha inserito tantissime località, unendo posti di difficile individuazione, come “l’Isola Elefante in cui trascorrere l’Inverno” o da dove proviene “il suono delle cavigliere del Katakhali”,  insieme a familiari località come il Tennessee o la popolare piazza berlinese Alexanderplatz.

Ogni continente è menzionato ed, oggi, è possibile rintracciare qualsivoglia luogo grazie alla speciale cartina geografica realizzata da un fan. Provare, per credere! Ecco alcuni dei luoghi più iconici di Battiato:

  • Bali
  • Lisbona
  • Tozeur
  • Varsavia
  • Sicilia

Bali, il paradiso indonesiano per Battiato

Nel verso “voglio vederti danzare come le zingare del deserto [..] o come le balinesi nei giorni di festa” Battiato cita la meravigliosa isola dell’Indonesia. Il brano Voglio vederti danzare è il primo estratto dall’album L’arca di Noé del 1982 e, fin dalle prime note, invita ad intraprendere un viaggio verso Oriente alla scoperta del mondo.

Il movimento, la danza, divengono il mezzo per viaggiare tra etnie millenarie, ponendo il corpo come unico tramite di conoscenza. Citare Bali riporta alla mente i meravigliosi templi orientali immersi nell’acqua, le sterminate risaie, le spiagge bianche dove poter surfare e le altissime cascate situate in mezzo alle foreste pluviali. Un sogno.

Lisbona, la capitale del Portogallo e del cuore di Battiato

La città portoghese ricorre spesso nell’opera di Battiato. Nel 1996, il cantautore canta “segunda-feira de Lisboa, che nome d’incanto! Qui da noi è lunedì soltanto”, piccolo verso del pezzo Segunda-feira, tratto da L’Imboscata. Il termine, titolo della canzone, è traducibile con “lunedì” ed è una favola agrodolce su cosa sia l’incanto. Ad avvalorare l’importanza della città  per il cantautore, Lisbona diviene location del video di uno dei suoi massimi capolavori: La Cura.

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Lisbona, la città portoghese era molto amata da Battiato (pixabay)

Tozeur, ponte tra Tunisia ed Algeria

“Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni, le strade deserte di Tozeur”. Questo è l’incipit della canzone, I treni di Tozeur, realizzata a quattro mani con Alice. Il soggetto è la città tunisina di Tozeur, vicina alla frontiera con l’Algeria, situata vicino le sponde di un lago salato e a pochi passi dalla stazione ferroviaria dove arrivano i treni da Tunisi. Un brano ai tempi rivoluzionario che postulò l’innovativo messaggio di non vivere in un modo che non ci appartiene affinché si possa “per un istante ritorna(re) la voglia di vivere, a un’altra velocità”

Varsavia, canto contro la guerra

Varsavia, la capitale polacca è protagonista del pezzo Radio Varsavia, “l’ultimo appello è da dimenticare”.  Battiato ripercorre i tragici eventi della distruzione della città e la sua rinascita fino ad arrivare alla storia contemporanea del pezzo, uscito nel 1982 con il cd L’Arca di Noé. Un brano quanto mai attuale che sottolinea l’impegno sociale ed etico dell’autore, sempre attento a ragionare e non dimenticare.

Sicilia, la terra natia di Battiato

L’attaccamento alla sua terra di origine non ha mai lasciato Battiato. I riferimenti alla Sicilia sono in molte delle sue canzoni: i paesaggi, gli usi, i costumi e la lingua. Con il brano Veni l’Autunnu, l’autore omaggia la sua terra trasportando chiunque l’ascolti nelle terre dell’isola. Il pezzo del 1988 fa parte del disco Fisiognomica ed è interamente scritto in dialetto siciliano, una vera lingua dalla musicalità sorprendente. La bellezza dei luoghi siculi viene evocata da Battiato, e più di ogni altra cosa, il mare: “da mari già si sentunu i riuturi, E a mari già si sentunu i riuturi”.

I nomi da fare delle etnie, delle lontane località e delle città storiche citate nelle canzoni di Battiato sono innumerevoli. Ma con pazienza ed curiosità è bello carpirne qualcuno, per capire il perché il genio l’ha inserito nelle sue opere.