Le Iene: inchiesta mascherine, le telefonate segrete dell’ex commissario Arcuri

Per la prima volta si sentiranno, a Le Iene, le registrazioni delle chiamate tra l’ex commissario Arcuri ed un imprenditore.

Screen dal video de Le Iene.

Questa sera (9 marzo) a Le Iene si parlerà dell’inchiesta su quel milione di mascherine che, dalla Cina, sono arrivate in Italia senza le certificazioni necessarie. Nello stesso periodo, c’è chi fa di tutto per vendere dispositivi di sicurezza ad un prezzo minore, così da tutelare la popolazione. E’ così che si arriva all’ex commissario per l’emergenza Domenico Arcuri (ora sostituito come commissario straordinario dal generale Francesco Paolo Figliuolo). Per la prima volta a Le Iene sarà possibile ascoltare le registrazioni delle chiamate, fino ad ora rimaste segrete, tra Domenico Arcuri e l’imprenditore Filippo Moroni.

Aiutare il Paese senza guadagnarci

Nel marzo 2020, in pieno lockdown, servivano tantissimo le mascherine: in quel periodo sembrava impossibile trovarne, anche per il personale medico e per i pazienti in ospedale. Come sempre, c’era chi cercava di guadagnare sulla situazione: il Governo si doveva necessariamente muovere con prudenza, perchè tra i tanti imprenditori proposti come fornitori poteva esserci anche qualcuno che sperava di portare a termine una truffa.

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Proprio per questo adesso a Roma è stata aperta un’inchiesta sull’acquisto di 800 milioni di mascherine dalla Cina (per un totale di 1,25 miliardi di euro), che però sarebbero arrivate senza certificazione. In questo caso, Arcuri non risulta ufficialmente indagato: sono altri i personaggi su cui si sarebbero soffermati gli inquirenti. Tra questi, uno dei volti più noti è quello del giornalista Mario Benotti (che nei governi passati ha ricoperto più di una volta il ruolo di consigliere).

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Torniamo però ad Arcuri: in quel periodo, l’uomo era ancora commissario per l’emergenza Covid. Secondo le intercettazioni de Le Iene, Domenico Arcuri si sentiva spesso per telefono con l’imprenditore Filippo Moroni. Questo si sarebbe offerto più volte come fornitore di mascherine ad un prezzo più basso (ma sempre con la certificazione CE necessaria per metterle in vendita) “senza volerci guadagnare e per aiutare il paese”. Moroni proponeva un prezzo di 1,11 euro per ogni Ffp2, contro i 2,20 di quelle non certificate che sono ora sotto inchiesta (e che, tra l’altro, dopo alcuni esperimenti sono risultate inutili ed inefficaci). Per qualche motivo, però, l’offerta dell’imprenditore non è mai stata accettata. Ora le registrazioni di quelle chiamate sono state rese pubbliche: “ci ho pensato molto”, ha detto lo stesso Moroni, “però ritengo che questa è una telefonata che vada condivisa, ci dà la misura di quel periodo che non va dimenticato, del fatto che 100mila morti oggi sono una follia e in quel momento eravamo a 1.800 morti”.