Virologo Forastiere: “A febbraio è necessario un lockdown”

Il virologo Francesco Forastiere, che lavora nel Regno Unito, sottolinea la necessità per l’Italia di adottare un lockdown totale a febbraio.

lockdown Italia febbraio
Per il virologo Forastiere necessario un lockdown totale in Italia a febbraio FOTO Getty Images

Il professor Francesco Forastiere, epidemiologo e docente all’Imperial College di Londra, è dell’idea che in Italia vada adottato un nuovo lockdown totale per tutto il mese di febbraio. La suddivisione in zone di rischio a seconda della situazione di regione in regione non funziona, secondo l’esperto. Che ricopre anche la carica di direttore scientifico della rivista specializzata di settore ‘Epidemiologia e Prevenzione”.

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Intervistato dall’Adnkronos, Forastiere sostiene che non c’è altra soluzione per fare abbassare il numero di nuovi casi quotidiani. Purtroppo il calo, se avviene, assume delle tempistiche molto lente. Il solo modo per velocizzare il decremento di contagi è un lockdown totale di almeno un mese. “Che sia ben programmato. A febbraio aiuterebbe in quanto parliamo di un mese in cui le sindromi influenzali circolano ancora con vigore”. Poi Forastiere cita l’esempio rappresentato da quanto successo nella scorsa primavera.

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Lockdown, unica soluzione possibile per fare abbassare i contagi

In quella situazione un blocco totale, per quanto rovinoso per l’economia e per le attività sociali e di altro tipo, servì a fare abbassare la curva dei contagi. Invece a novembre e dicembre 2020 solo nelle regioni in rosso è avvenuto un calo significativo dei casi. Con una differenza marcata anche con le regioni in arancione. Lo stop totale aiuterebbe anche a contenere i casi importati dai viaggi dagli altri Paesi.

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In Europa ci sono Stati la cui situazione risulta essere anche peggiore rispetto a quella dell’Italia. Si tratta di Germania, Francia, Spagna, Belgio e non solo, e c’è anche la Gran Bretagna. Nel mondo invece il primato di casi e di decessi legati alla pandemia spetta in primis a Stati Uniti e Brasile, in assoluto le nazioni più colpite dall’epidemia sul pianeta.