Ucciso dal Covid a 38 anni, il padre contro negazionisti e no vax

Il papà di un uomo morto per Covid a 38 anni si scaglia contro coloro che non credono alla pandemia e li accusa di gravi responsabilità.

Covid giovane morto
Maurizio fu una delle prime vittime del Covid FOTO Getty Images

Ad inizio lockdown, il 15 marzo scorso, un giovane di 38 morì a causa del Covid. Si chiamava Maurizio Pinto e fu una delle prime vittime del virus. Aveva solamente 38 anni ed ora, a distanza di dieci mesi parla suo padre, medico operante a Putignano dove fino al 2017 aveva ricoperto il ruolo di primario di Radiologia. Suo figlio era dipendente amministrativo di una casa di riposo e ha sempre condotto una esistenza morigerata.

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Allora non c’era ancora l’esatta percezione che abbiamo oggi di quello che è il Covid. La famiglia di Maurizio non ha mai capito dove quest’ultimo si sia ammalato, anche perché non c’erano i controlli poi messi in atto con maggiore continuità soltanto nelle settimane successive. Il primo sintomo fu una febbre alta che non accennava a calare. La scoperta della presenza del virus nell’organismo dell’uomo fu un duro colpo, un qualcosa di impensabile. E da quando Maurizio venne posto in isolamento, i suoi genitori non hanno più rivisto, con il 38enne che è poi morto in solitudine. La famiglia era rimasta in isolamento, con anche l’altra figlia ed il di lei marito. Maurizio non poteva neppure parlare, in quanto sottoposto a respirazione assistita.

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Covid, il padre di Maurizio attacca negazionisti e no vax: “Ci infettano tutti”

Va anche detto che il giovane era costretto a stare in carrozzina sin dal 2002, a causa di una instabilità. La polmonite indotta dal Covid aveva potuto agire molto più facilmente su di un fisico già debilitato. Alla fine gli fu fatale una crisi respiratoria. Dopo quasi un anno il padre di Maurizio è riuscito a realizzare a mente fredda come il personale sanitario abbia fatto il massimo. E come fosse sostanzialmente impossibile evitare il peggio, visto come poi sarebbero andate le cose in Italia e nel mondo.

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Il padre della vittima ha compreso come il virus in questione sia subdolo ed imprevedibile. Lui si scaglia infine, a giusta ragione, contro negazionisti e no vax e contro la malsana usanza di andarsene in giro liberamente, consapevoli di essere positivi ma convinti di avere altro, oppure da asintomatici. “Non fanno altro che disseminare ancora di più il virus contagiando gli altri. Alla fine sono i più deboli a farne le spese”.