Riapertura a Natale, Gianni Morandi è contrario: “Rischiamo terza ondata”

Tra i tanti che si sono espressi in queste ore sulla riapertura in vista del Natale c’è anche Gianni Morandi, il quale è apparso contrario.

Ieri pomeriggio il premier Conte ha ribadito che non ci sarà una riapertura per il periodo natalizio. Sebbene il governo ed il comitato tecnico-scientifico stiano osservando i dati nella speranza di poter fare alcune concessioni per far rifiatare alcune delle categorie più colpite, ad oggi non ci sono sicurezze su quello che accadrà. In ogni caso, anche qualora lo scenario che si paleserà nelle prossime settimane sia il migliore possibile, il lockdown a zone non verrà eliminato.

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Una notizia che getta nello sconforto molti e che acuisce le preoccupazioni di chi quest’anno ha vissuto duri colpi a livello economico. Tra le categorie maggiormente colpite c’è sicuramente quella degli artisti e dello spettacolo. I concerti, le rappresentazioni teatrali ed i cinema, a parte una brevissima parentesi, sono stati sempre interdetti ed i lavori in programma posticipati a data da destinarsi. Tra coloro che sono stati colpiti, dunque, c’è anche Gianni Morandi. Il cantante bolognese, però, non si trova d’accordo con chi protesta per il prosieguo delle limitazioni ed anzi ritiene che dicembre vada passato in tranquillità e in casa.

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Gianni Morandi contrario alla riapertura natalizia: “Rischiamo la terza ondata”

Ospite di ‘Giletti 102.5‘, su Rtl, L’artista bolognese non ha dubbi: “Se riaprono a Natale poi passiamo ad una terza ondata peggiore, quindi facciamoci un Natale pensando al bene, ai parenti recitando una poesia per nostro Signore, ma la salute prima di tutto. Se allarghiamo troppo poi succede come questa estate che si è aperto tutto, tutti che entravano e uscivano e poi alla fine abbiamo pagato molto di più, quindi stiamo attenti a questo Natale”.

Gianni Morandi confuta anche le tesi cospirazioniste, riportando la propria esperienza: “È difficile parlare di questi argomenti. Io continuo ad avere testimonianze di persone che mi dicono: ‘non si può scherzare con il virus, non è vero che non esiste, non è vero che prende solo i vecchi. Per esempio ieri è morta una ragazza di 21 anni qui a Bologna, io sono sconcertato”.