Covid, studio dimostra che il virus è molto infettivo nei primi 5 giorni di contagio

Uno studio effettuato all’Università di St Andrews dimostra come il Covid sia molto più infettivo nei primi 5 giorni del contagio.

Comprendere come impedire al Covid-19 di diffondersi rapidamente come avvenuto in questo 2020 è di vitale importanza per evitare che vi siano ulteriori ondate prima che giunga il virus a tutta la popolazione. Da mesi sappiamo che la maggiore difficoltà risiede nell’identificazione dei positivi asintomatici, persone che hanno contratto il virus ma che non se ne rendono conto e che lo diffondono senza volerlo.

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Un’altra criticità è rappresentata dallo sviluppo ritardato dei sintomi più evidenti. Spesso, infatti, si arriva al riscontro della positività dopo che i soggetti hanno riscontrato febbre e tosse. Nei primi giorni, però, il covid si potrebbe presentare con sintomi più lievi, come dolori muscolari e lieve mal di testa. Data la situazione risulta decisamente importante evitare ogni genere di contatto quando si riscontrano anche sintomi deboli come quelli appena descritti. L’importanza di tale misura precauzionale è evidenziata con maggiore chiarezza dai risultati di uno studio effettuato all’Università di St. Andrews.

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Covid, studio dimostra che il virus è contagioso soprattutto nei primi 5 giorni

Lo studio è stato realizzato confrontando i dati ottenuti dal sistema sanitario britannico tramite il contact tracing e analizzando quelli forniti da precedenti 98 studi riguardanti il periodo di contagio, carica virale e permanenza del virus sui campioni respiratori e quelli delle feci. Il risultato ottenuto dal raffronto di questi dati è stato decisamente interessante: il virus è molto più infettivo nei 5 giorni immediatamente successivi alla comparsa dei sintomi di contagio.

Parlando con i media britannici, il dottor Muge Cevik, studioso a capo della ricerca, ha spiegato: “Si tratta del primo rapporto sistematico e della prima meta-analisi che ha comprensivamente analizzato carica virale e diffusione per l’albero umano dei coronavirus. Fornisce una chiara spiegazione del perché il Sars-Cov-2 è più efficiente del Sars-Cov e del Mers-Cov e del perché è così difficile da contenere”.

Entrando maggiormente nei dettagli, il dottor Cevik aggiunge: “Le nostre scoperte sono in linea con i risultati del contact tracing, le quali suggeriscono che la maggioranza delle trasmissioni virali avviene molto presto, in particolar mondo durate i primi cinque giorni dalla comparsa dei sintomi. Ciò evidenzia l’importanza di auto isolarsi immediatamente quando i sintomi si presentano”.