Inchiesta business farmaci della ‘ndrangheta: le accuse ai danni di Tallini

Il presidente del consiglio regionale della Calabria, Tallini, è stato arrestato nel corso dell’inchiesta sul business dei farmaci della ‘ndrangheta.

L’inchiesta condotta da i carabinieri sul business dei farmaci avviato dalla cosca Grande Aracri della ‘ndragheta ha portato a prove di colpevolezza ai danni di 19 persone. Queste sono accusate a vario titolo di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, utilizzo di denaro, beni e utilità di provenienza illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione e ricatto.

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I reati contestati dalle forze dell’ordine iniziano a partire dal 2014, anno in cui si sono svolte le elezioni per il consiglio regionale della regione. L’indagine della Procura di Catanzaro parte dalla fondazione di un’azienda sanitaria calabrese avvenuta poco prima delle elezioni di quell’anno e appartenente, secondo quanto emerso dalle investigazioni, proprio alla cosca Grande Aracri.

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Inchiesta business farmaci della ‘ndrangheta: quali sono le accuse per il Presidente Tallini

Secondo quanto emerso dalle investigazioni, la società avrebbe dovuto occuparsi di distribuire farmaci in 22 tra farmacie e parafarmacie – 20 in Calabria e 2 tra Emilia e Puglia – assicurandosi dunque tutto il denaro proveniente dalla catena di distribuzione di farmaci. Il ruolo di Mimmo Tallini sarebbe stato quello di assicurare la rapida costituzione della società. Favorendone l’avvio, il presidente del Consiglio regionale avrebbe ottenuto in cambio le 11mila preferenze utili ad ottenere un posto nel consiglio alle elezioni del 2014. Pertanto le accuse a suo carico sono di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, e scambio elettorale politico-mafioso.