Dpcm, in vigore le nuove restrizioni: le multe per chi non rispetta le regole

Con l’entrata in vigore del Dpcm, ci sono nuove regole da rispettare: ecco le multe che deve pagare chi le viola.

A partire da oggi l’Italia si trova a doversi confrontare con un nuovo Dpcm e con nuove regole da rispettare per evitare di alimentare la diffusione del contagio da Coronavirus. Se per le zone gialle l’unica cosa che cambia in maniera consistente è il coprifuoco a partire dalle ore 22, e dunque la necessità di autocertificare la necessità dello spostamento nella fascia oraria che va da quell’ora alle 5 del mattino, per chi è in zona arancione o rossa le cose cambiano in maniera più drastica.

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Nella zona arancione, infatti, va giustificato ogni spostamento fuori dal proprio comune di residenza durante l’intero arco della giornata. Nella zona rossa anche quelli all’interno del proprio comune di residenza. Per assicurarsi che ognuno rispetti queste regole, sono state previste anche delle multe e delle pene per chi le viola. Vediamo insieme cosa e quanto rischia chi non rispetta le nuove regole.

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Dpcm: cosa rischia chi viola le restrizioni

Partiamo da chi viola le restrizioni sugli spostamenti. Nel caso in cui la polizia appura che lo spostamento non è motivato da ragioni di necessità o dai casi ritenuti validi (nelle zone arancioni ad esempio la fruizione di un servizio non disponibile nel comune di appartenenza), verrà fatta una multa di 280 euro che aumenterà a 560 euro qualora il soggetto sorpreso ad infrangere le regole sia recidivo.

Per quanto riguarda le raccomandazioni a compiere il minor numero di spostamenti possibili nelle zone gialle, non è prevista alcuna pena. Per quanto riguarda, invece, chi viola la quarantena la pena è decisamente più gravosa. I soggetti sorpresi a violarla rischiano una condanna a 18 mesi di carcere, a cui si aggiunge una multa che va dai 500 ai 5000 euro.

Infine per i proprietari di bar e i ristoranti delle zone gialle, i quali possono rimanere aperti ma solo dalle 5 alle 18, che venissero sorpresi a violare le disposizioni è prevista un’ammenda di 280 euro che diventa di 560 euro in caso di recidiva. Per questi potrebbe anche essere decisa una chiusura d’ufficio per 5 giorni.