Gigi Proietti funerali | l’addio di Brignano | ‘Se fossi bravo come te…’ FOTO

Gigi Proietti funerali, il commosso addio da parte di Enrico Brignano con un lunghissimo messaggio comparso sul suo profilo Instagram.

Gigi Proietti funerali Brignano
Omaggio Gigi Proietti funerali Brignano Foto dal web

Per Gigi Proietti funerali ed ultimo addio si sono svolti nella mattina di giovedì 5 novembre 2020. Alla chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, a Roma, erano presenti i suoi parenti stretti ed alcuni amici di una vita.

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Le norme restrittive hanno impedito a tutta la città di potere dare l’ultimo saluto ad uno dei suoi concittadini più famosi. Ed anche sul web c’è chi non ha voluto fare mancare un ricordo. Tra questi c’è quello di Enrico Brignano, che proprio con Proietti si è incrociato tante volte sulle scene. Questo è il suo lungo messaggio di dolore, denso di tanto affetto.

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Gigi Proietti funerali, il sentito omaggio di Enrico Brignano

 

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Maestro mio, è arrivato il momento dei saluti… Se fossi bravo come te, avrei composto un sonetto una poesia. Per dire quello che sei stato veramente E quello che sei adesso per tutta questa gente. Ti avrei descritto senza alcun timore Gigi Grande Attore Regista Mattatore cesellatore arguto, umile stratega artigiano felice, nella sua bottega. Quel tuo saper giocare ad inventar la vita a trasformarla, rendendola leggera Gioco dopo gioco, sera dopo sera, e questa leggerezza quanto mi è servita! Veder l’abisso e dire “sì, io mi ci butto”, prendere il niente e trasformarlo in tutto. Ma io non lo so fa’.

 

E allora lo faccio in prosa a modo mio, come mi viene meglio, anche se è difficile trovare la forza per salutare te che mi hai aperto la porta dei sogni, che sei stato il mèntore per eccellenza, che in tutti noi allievi hai ispirato desiderio di emulazione ma allo stesso tempo ci hai insegnato a essere noi stessi: eri… sei un gigante con cui ci siamo dovuti confrontare ma sei stato anche il nostro riparo ogni volta che ne abbiamo avuto bisogno. La prima volta che ti vidi da vicino, era un giorno di Aprile del 1988 voce imponente, volto autorevole, così alto… con una testa così piena di capelli… mi sentii tremendamente intimidito.

 

poi pian piano mi sono abituato all’idea, così cominciai a chiamarti come facevano gli altri “Giggi” con due gg e cominciai ad amarti senza remore senza infingimenti cercando di assorbire quanto potevo, ogni volta che ti ero vicino. Vederti su un palcoscenico è sempre stato un privilegio per tutti e un dono per chi spera di fare questo mestiere. Grazie Gigi. Eri e sei pura luce; ti sei lasciato dietro uno scintillìo di cui resta un timido bagliore su tutti noi, un po’ per ciascuno.

 

Così, mi piace immaginarti sereno nel viaggio che hai intrapreso, certo di aver fatto un buon lavoro, con il tuo baule che hai portato tante volte in scena strapieno della nostra gratitudine. Lo so. Da maestro starai pensando: “daje, Erì strigni… stai sotto finale…”. Stringo. Adesso non ci sei, non ci sarai per molto… molto tempo… non ci sarai… lo vedi? Non ci riesco… Perdoname, a Gì… me conosci anche tu ma io non riesco a dire la parola PIÙ

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