Infermiere killer | uccide lo zio ricoverato con eccesso di sedativi

Fermato infermiere killer che le prove indicano come l’assassino di un suo congiunto sottoposto a grave ricovero in ospedale.

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Un infermiere killer uccide anziano zio Foto dal web

Un infermiere killer ha portato di sua spontanea volontà un suo zio alla morte. Il tutto è avvenuto in ospedale al ‘Salvini’ di Garbagnate Milanese, popoloso comune situato in provincia di Milano. La vittima era malata di cancro ed in fase terminale e respirava con l’ausilio di un macchinario per la ventilazione meccanica. Doveva restare attaccato anche ad un altro congegno dal quale riceveva dei necessari sedativi.

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La morte dell’uomo è avvenuta lo scorso 10 ottobre proprio nel letto dove era ricoverato, ma alcune circostanze sospette hanno portato il personale ad avvertire i carabinieri di stanza a Rho e Garbagnate Milanese. E così i militari hanno condotto una indagine che ha portato nel giro di poco meno di tre settimane all’individuazione dell’infermiere killer. Quest’ultimo è ora sottoposto a provvedimento di arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario. Si tratta di un operatore sanitario di 49 anni residente a Paderno Dugnano. Il suo zio era un anziano di 87 anni. Tutto è partito dalla denuncia di un medico che si era accorto di come il paziente abbia ottenuto una dose eccessiva di sedativi. Cosa che può essere accaduta solamente con la manomissione della apparecchiatura deputata a curarlo in tal senso.

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Infermiere killer, i carabinieri lo hanno individuato in pochi giorni

Anche le testimonianze di altri infermieri sono risultate decisive per la individuazione del 49enne. Il quale è stato incastrato in maniera definitiva dalle riprese delle telecamere di sicurezza del circuito chiuso installate in ospedale. In aggiunta ai riscontri video, i carabinieri hanno ottenuto anche i tabulati telefonici dell’infermiere, confermando come solo lui fosse presente nella stanza dove si trovava l’anziano zio. Inoltre era anche l’unica persona che disponeva del permesso necessario per visitarlo, date le stringenti norme anti contagio in vigore. Si apprende che l’infermiere avrebbe pensato poi di raggiungere Parigi tramite aereo. Un proposito poi accantonato. Alla fine le forze dell’ordine lo hanno rintracciato nella sua abitazione, sfruttando anche il gps dell’auto. Si attende ora un interrogatorio per sentire la sua versione dei fatti.

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