L’Antitrust contro le compagnie aeree low cost per i voli cancellati

L’Antitrust apre un’istruttoria sulle compagnie aeree low cost per i voli cancellati.

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Aerei low cost (iStock)

Quattro compagnie aeree low cost finiscono nel mirino dell’Antitrust italiano per i voli cancellati arbitrariamente a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19. L’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti delle compagnie aeree a seguito delle numerose segnalazioni da parte dei consumatori. Ecco che cosa è successo.

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Da Antitrust istruttoria contro quattro compagnie aeree low cost per i voli cancellati

A causa dell’emergenza sanitaria per il nuovo coronavirus e dei blocchi ai viaggi, numerose compagnie aree sono rimaste a terra durante i mesi primaverili, costrette a cancellare i loro voli per via dei divieti di spostamento, anche entro il territorio nazionale. Una situazione che ha messo in ginocchio il trasporto aereo, causando gravi problemi finanziari alle compagnie aeree.

A seguito della cancellazione dei voli è sorta subito la questione del rimborso o assegnazione di un voucher ai viaggiatori che avevano acquistato i biglietti anche con largo anticipo e non avevano potuto più viaggiare.

Anche quando il traffico aereo è ripreso regolarmente, con la rimozione dei divieti e delle restrizioni ai viaggi, i problemi non sono finiti. Molti consumatori hanno lamentato cancellazioni arbitrarie di voli, già prenotati, da parte delle compagnie aeree, nonostante non fossero più in vigore i limiti alla circolazione. Così, a seguito delle numerose segnalazioni, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha deciso di intervenire, aprendo un’istruttoria nei confronti di quattro compagnie aeree low cost.

Si tratta di quattro importanti vettori: EasyJet, Ryanair, Blue Panorama e Vueling. Verso queste compagnie aeree l’Antritrust ha avviato quattro procedimenti istruttori e altrettanti sub-procedimenti cautelari.

Lo scorso luglio provvedimenti analoghi erano stati già adottati nei confronti di Alitalia e Volotea. Proprio a seguito dell’istruttoria avviata nei loro confronti, le due compagnie aree hanno introdotto nuovamente per i loro clienti la possibilità di scelta tra voucher e rimborso in caso di cancellazione del volo.

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L’istruttoria contro le compagnie aeree

In una nota, l’Antitrust spiega che a finire sotto esame è “la vendita di biglietti per servizi di trasporto aereo in seguito cancellati dalle quattro compagnie a causa del Covid-19, pur essendo programmati per un periodo nel quale non erano più vigenti i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi”.

Di fatto, le compagnie aeree anche dopo la riapertura delle frontiere e dei confini regionali in Italia, hanno cancellato i voli con poche prenotazioni con la scusa dell’emergenza Covid-19. Un’operazione volta a fare cassa, grazie ai soldi dei biglietti venduti, è l’accusa contro le compagnie aeree. Con la cancellazione del volo, infatti, i vettori hanno imposto ai loro clienti il voucher, il buono per un altro volo, senza offrire la possibilità di scelta alternativa del rimborso. Ecco perché l’Antitrust ha avviato la procedura di istruttoria.

Cancellare un volo senza la possibilità di rimborso è contro il regolamento europeo n.261 del 2004. In Italia, tuttavia, è una pratica ammessa nei decreti varati nei mesi dell’emergenza. Proprio per questo motivo durante l’estate la Commissione europea ha aperto nei nostri confronti una procedura di infrazione. In questi giorni la Commissione sta analizzando la risposta data dall’Italia e deciderà se proseguire o no con la procedura.

Inoltre, a Easyjet, Ryanair, Blue Panorama e Vueling viene contestata anche la mancanza di un adeguato servizio di assistenza dopo la cancellazione dei voli. Le quattro compagnie aeree hanno “predisposto un servizio di assistenza oneroso e carente sia in relazione ai tempi di attesa sia alle modalità di contatto messe a disposizione dei passeggeri, costretti a utilizzare esclusivamente un numero telefonico a sovrapprezzo, difficilmente raggiungibile”.

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Voli low cost (iStock)