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Coronavirus, la storia di Martina: “Sono andata in discoteca, ora mio padre rischia la vita”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:48
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La giovane Martina testimonia che anche una sola serata di distrazione può portare al contagio da Coronavirus e a conseguenze gravi.

La lettera aperta di Martina al ‘Corriere della Sera‘ è la migliore testimonianza di come anche una sola serata di distrazione può portare a conseguenze gravi. La giovane, una studentessa universitaria a Madrid tornata in Italia per le vacanze, racconta di come ad inizio estate temeva di dover rimanere in casa. Successivamente ha invece scoperto che poteva condurre una vita normale, che poteva andare a mare, in palestra ed uscire con gli amici.

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Di comune accordo con i suoi amici di sempre, Martina aveva deciso di non frequentare luoghi affollati e di non andare soprattutto in discoteca. L’andamento positivo della curva dei contagi e un’occasione speciale, però, l’hanno indotta a trasgredire questo buon proposito. Quella sera faceva il compleanno il suo più caro amico ed il gruppo di giovani ha pensato che una sola sera di baldoria se la potevano concedere. Presto, però, hanno compreso che quella decisione avrebbe avuto serie conseguenze: “Fu l’inizio del film horror che sto vivendo. La settimana dopo incominciai con sintomi come raffreddore e tosse, ed ho pensato fosse per via dell’aria condizionata”.

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Coronavirus e discoteca, la testimonianza di Martina: “Mio padre è intubato da settimane”

Per sicurezza Martina è andata dal medico di famiglia e questo l’ha rassicurata dicendole che aveva una tosse grassa e quindi non dovuta al Covid-19. La studentessa, quindi, ha fatto una vita normale, senza il timore di poter contagiare i familiari. Poco dopo si è scoperto che un ragazzo presente alla serata in discoteca era positivo al Coronavirus e Martina si è sottoposta al tampone: “Il risultato del mio tampone: positivo. Fecero il test a tutti i miei familiari. Solo la mamma fu negativa. Positivi i nonni, mia cugina di 12 anni, e papà”.

Lei, la cugina e la nonna hanno manifestato sintomi lievi, mentre il nonno ed il papà hanno avuto problematiche più serie. Il nonno è andato in ospedale e si è ripreso, mentre il papà è tutt’ora in pericolo di vita: “Ora è da due settimane in terapia intensiva, intubato. Sta lottando con tutte le sue forze, e io non posso vederlo, non posso aiutarlo, non posso ritornare indietro. Non me lo potrò mai perdonare”. La giovane oggi prega perché il padre superi questa drammatica situazione ed invita gli altri ragazzi a non commettere il suo stesso errore.