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Coronavirus, Gianluca muore dopo cinque mesi in terapia intensiva

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:57
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Gianluca Moscardelli, 48enne marchigiano, è morto nelle scorse ore dopo aver passato cinque mesi in terapia intensiva a causa del coronavirus.

Ha lottato fino all’ultimo istante, ma alla fine, dopo 5 mesi in terapia intensiva, Gianluca è stato sconfitto dal Coronavirus. Nato e cresciuto a Ripatransone, paesino in provincia di Ascoli Piceno, Gianluca Moscardelli viveva già da diverso tempo in lombardia per ragioni lavorative. Nella regione maggiormente colpita dal Covid-19, l’uomo aveva costruito la sua famiglia e solo di tanto in tanto faceva ritorno nella sua terra d’origine per andare a trovare genitori e amici.

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L’uomo ha contratto il coronavirus ad inizio marzo, poco prima che il governo decidesse di imporre il lockdown e le sue condizioni sono diventate gravi poche settimane dopo. Ricoverato al San Raffaele di Milano, l’uomo è entrato in coma già alla fine di marzo, ma per mesi ha lottato strenuamente per rimanere in vita. Purtroppo, mercoledì 12 agosto, il suo cuore ha smesso di battere ed i medici si sono visti costretti a dichiararne il decesso.

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Gianluca vittima del coronavirus, il dolore dei genitori: “Sarai sempre nei nostri pensieri”

La tragica notizia della sua scomparsa è stata annunciata ieri dai genitori. Per ricordarlo, infatti, i due coniugi hanno affisso un manifesto con una sua foto e accanto scritta la frase: “Per sempre con Noi, di giorno nei pensieri e di notte nei sogni”. La morte di Gianluca è stata accolta con grande cordoglio da parte di tutto il paese marchigiano, compreso il primo cittadino Alessandro Lucciarini.

Questo ha espresso il proprio dispiacere per la dipartita del concittadino, quindi ha ricordato a tutti che ci apprestiamo a vivere un periodo difficile, in cui bisognerà tenere alta l’attenzione: “Non abbiamo casi di positività al Covid-19. Abbiamo però persone che sono tornate e che devono ancora tornare nel comune dall’estero, anche dai Paesi dell’Est dove il virus è molto attivo e questo è un problema che dobbiamo affrontare”.