Caso Ruxandra Vesco: il suo assassino si costituisce ai Carabinieri

Dopo 5 anni si risolve il caso della scomparsa di Ruxandra Vesco: il suo assassino si costituisce ai Carabinieri, spinto da un sacerdote.

Un mistero lungo cinque anni quello della scomparsa di una donna a Palermo: ora il caso di Ruxandra Vesco, 33 anni al momento della sparizione nell’ottobre 2015, ha trovato una soluzione. Purtroppo, però, si tratta di un epilogo sconcertante e drammatico.

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A ucciderla è stato un’uomo, Damiano Torrente, pescatore di 47 anni, che oggi si è presentato ai militari dell’Arma dei Carabinieri, per spiegare tutto. Dalle prime notizie, sembra che i due fossero amanti e che la 33enne era pronta a raccontare tutto alla moglie.

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Chi è l’assassino di Ruxandra Vesco

Così Damiano Torrente ha perso la testa, ha strangolato Ruxandra Vesco e ha gettato il corpo privo di vita in un dirupo. A distanza di anno, ha vinto il rimorso: l’uomo ha confessato l’accaduto dopo un percorso di conversione. Aveva infatti deciso di confessarsi con il sacerdote della parrocchia che aveva iniziato a frequentare. Sarebbe stato questi a spingerlo a raccontare tutto.

Ora si trova in stato di fermo per omicidio e occultamento di cadavere. Il suo legale, Alessandro Musso, ha spiegato che l’uomo ha scelto di confessare al termine di un percorso di conversione: “Era uscito dal carcere a marzo. Era accusato di stalking. Poi un periodo ai domiciliari e il costante avvicinamento alla fede lo hanno portato alla decisione di confessare il delitto”.