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Spiagge libere e coronavirus, le regole: dall’app agli sport

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:27
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Come comportarsi in spiaggia libera: le regole anti contagio, le app di prenotazioni, le distanze, i giochi e gli sport che si possono praticare

spiagge coronavirus
Le regole nelle spiagge libere ai tempi del coronavirus

Le prime giornate bollenti dell’estate 2020 hanno fatto correre al mare migliaia di persone. E se negli stabilimenti le regole anti-covid sono obbligatoriamente rispettate – tranne qualche eccezione prontamente sanzionata – altrettanto non si può dire delle spiagge libere. Da Nord a Sud assembramenti, nessuna distanza sociale e mascherina dimenticata a casa. Gli esperti hanno gridato l’allarme. Già perché la pandemia da coronavirus non è affatto finita e i buoni comportamenti dobbiamo portarceli anche sotto l’ombrellone. Ma quali sono le regole nelle spiagge libere? Cosa si può fare e non fare in spiaggia nell’estate 2020?Come funzionano le app di prenotazione? Ecco tutto quello che c’è da sapere per trascorrere una vacanza serena nelle spiagge libere ai tempi del coronavirus.

Spiagge libere gratuite e con prenotazione: tutte le nuove regole

In Italia ci sono oltre 7 mila km di costa e sono innumerevoli le spiagge libere dove poter piantare il proprio ombrellone, stendere il telo e rilassarsi. Molte delle spiagge più belle d’Italia sono libere ossia non c’è nessun ingresso da pagare, ma si può entrare gratuitamente. A volte sono impervie da raggiungere, splendide calette a cui si arriva solo via mare, o angoli incantevoli a cui si giunge dopo una passeggiata nella natura, altre volte invece si trovano proprio lungo il litorale fra uno stabilimento e l’altro.

Le spiagge libere in Italia sono tantissime e bellissime. Dalla rinomatissima Spiaggia dei Conigli di Lampedusa, più volte eletta spiaggia più bella d’Italia e d’Europa, a Cala Luna in Sardegna e poi c’è la spiaggia delle Due Sorelle al Conero nella Marche, le spiagge di Porto Selvaggio in Puglia, oppure quella del Buon Dormire nel Cilento e ancora la Sicilia con la spiaggia di San Vito Lo Capo. E sul fronte Adriatico l’Emilia Romagna con il Lido di Classe immerso nella Pineta del Parco del Po o in quello del Tirreno la Toscana con le spiagge della Giannella e della Feniglia e la celebre Cala Violina. Sono dunque innumerevoli le spiagge libere in Italia, ma nell’estate del coronavirus anche in questi luoghi magnifici e gratuiti devono vigere delle regole.

  • Spiagge con app
  • Distanziamento di ombrelloni
  • evitare assembramenti
  • sì ai racchettoni
  • no al beach volley
  •  multe per i trasgressori

 

Spiagge con app: come funzionano

I comuni hanno disposto per alcune spiagge libere il numero chiuso o la prenotazione obbligatoria tramite app. Ciò significa che prima di recarvi nella spiaggia prescelta sarà opportuno cercare online che non sia gestita tramite un’app che regola l’afflusso. Tenete a mente che anche moltissimi stabilimenti hanno scelto la modalità di prenotazione tramite app e secondo fasce orarie. Ciò per evitare gli assembramenti in spiaggia e gli affollamenti per entrare nel lido. Necessario anche per registrare gli utenti così nell’eventualità sfortunata di un piccolo focolaio di contagi da coronavirus si possono facilmente rintracciare gli avventori.

In alcune spiagge libere, come quella di Bibione, dei picchetti segnano il posto dove ci si può posizionare. L’ingresso è regolato tramite un’app. All’Isola d’Elba invece si è deciso di rendere libere e gratuite le spiagge attrezzate. Lettino ed ombrellone per tutti, ma in maniera tale da gestire i flussi. Al contrario a Positano i turisti dovranno pagare per accedere alle spiagge libere, ciò consentirà di regolare gli ingressi.

Distanze fra ombrelloni e lettini

Se negli stabilimenti c’è già qualcuno che con il metro in mano ha provveduto a piazzare gli ombrelloni alla debita distanza suggerita dal’Inail, anche nelle spiagge libere dove questo qualcuno non c’è la distanza va tenuta comunque.

In alcuni casi possiamo trovare dei picchetti sulla spiaggia che indicano dove piantare gli ombrelloni, ma se il Comune non ha provveduto in questo senso rimane al vacanziere porsi a debita distanza dagli altri. Quanto? Ogni ombrellone deve distare almeno 4 metri l’uno dall’altro, i lettini devono stare a 1.5 metri, e anche in acqua va mantenuta una distanza di 1 metro. Queste sono le distanze minime consentite. In Toscana consigliano un po’ di più, 1.80 metri. Se si vive insieme le distanze fra lettini o in acqua decadono.

Niente assembramenti nemmeno in acqua

Ormai la parola assembramenti è entrata, nostro malgrado, nel nostro vocabolario quotidiano. Ma cosa significa niente assembramenti in spiaggia? Radunarsi tutti insieme sotto un unico ombrellone, mettersi a chiacchierare in acqua, o stare a parlare al bar dello stabilimento. Ciò è assolutamente da evitare, a meno di essere familiari o comunque conviventi.

Sport in spiaggia

Visto che gli assembramenti sono vietati sono vietati anche i giochi da spiaggia che prevedono vicinanza e una moltitudine di persone. Quindi niente beach volley e niente calcetto, niente gioco delle bocce. Le aree gioco per i bambini negli stabilimenti saranno regolate negli accessi. Sì invece agli sport individuali come il surf, ma anche ai giochi come i racchettoni dove è obbligatoriamente rispettata una distanza di sicurezza e non si corrono rischi da contagio da coronavirus.

Multe per chi non rispetta le regole

In molte spiagge in questi primi giorni di estate le regole sono saltate, ma è bene sapere che ci possono essere controlli e multe salate per i trasgressori. Le regole andrebbero rispettate innanzitutto per la propria sicurezza e per quella degli altri, ma se ciò non è un deterrente sufficiente, sappiate che potreste incappare un controllo.

Potranno girare per le spiagge italiane volontari di diverse associazioni come la Croce Rossa o la Misericordia a vegliare sul distanziamento sociale. E qualora i bagnanti non volessero distanziarsi i volontari hanno la facoltà di avvertire le Forze dell’Ordine. La stessa polizia municipale potrà perlustrare le spiagge e qualora individuasse dei trasgressori sono previste multe dai 400 ai 1000 euro. E’ importante però che i Comuni mettano cartelli nelle spiagge dove siano ben spiegati tutti i comportamenti che gli avventori devono tenere in spiaggia.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.