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Dove non potremo andare in vacanza questa estate 2020

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:39
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Quali sono i paesi che hanno detto no all’ingresso degli italiani per l’estate 2020 a causa dell’emergenza Coronavirus.

L’emergenza coronavirus ha portato chiaramente ad un periodo di lockdown e di chiusura delle frontiere tra i paesi. Si è messo in stand-by in qualche modo il Trattato di Schengen di libera circolazione di merci e di persone, al fine di preservare e contenere la pandemia da covid 19. Ora però le cose stanno cambiando e si pensa ad una graduale riapertura. Ma gli italiani sembrano non essere visti di buon occhio almeno in 24 paesi. Se infatti noi valutiamo che i nostri dati relativi alla pandemia di coronavirus siano in miglioramento, e così è, il resto del mondo ci guarda sempre con un po’ di sospetto. Perché i numeri oggettivamente sono ancora alti, quindi pare che siano 24 i paesi del mondo dove i turisti italiani non saranno ammessi quest’estate.

I Paesi che non vogliono aprire le porte agli italiani

I Paesi a porre delle limitazioni nei nostri riguardi sono Grecia, Germania, Danimarca, Austria, Svizzera, Malta, Cipro, Finlandia, Belgio, Romania, Ungheria, Polonia, Bosnia, Repubblica Ceca, Norvegia, Ucraina, Slovacchia, Svezia, Russia. Il tutto però con delle differenze. Infatti alcune regioni vogliono soltanto prendere del tempo e quindi per ora vietano l’ingresso agli italiani, ma in seguito invece le cose potrebbero cambiare.

Le cose potrebbero cambiare

Infatti Roma e il Ministero degli Esteri stanno continuamente parlando con le altre capitali europee e infatti laddove la situazione di contagio e i numeri relativi alla pandemia di coronavirus, dovessero ridursi notevolmente non è assolutamente escluso che alcune paesi cambino idea e riaprono le frontiere nei nostri riguardi. Chiaro è che questa è una decisione più che comprensibile, soprattutto nei riguardi di tutti quei paesi che hanno avuto un indice di contagio da coronavirus nettamente inferiore al nostro. La paura c’è, tant’è che noi stessi stiamo in qualche modo dialogando e cercando di capire come muoverci e come organizzare gli spostamenti tra regioni che hanno un indice di contagio nettamente diverso l’uno dall’altro.

Bisogna quindi aspettare, avere un po’ di pazienza e soprattutto continuare a rispettare le regole. Perché nel momento in cui riusciremo a mantenere l’indice di contagio molto basso o addirittura a farlo sparire è chiaro che potremmo ricominciare anche a viaggiare liberamente.