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Gigi Simoni, lo straziante ricordo di Ronaldo: “Non fu solo un allenatore”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:18
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Addio a Gigi Simoni, ex allenatore dell’Inter beffata dalla Juventus nel 1998, lo straziante ricordo di Ronaldo: “Non fu solo un allenatore”.

Gigi Simoni
(foto pubblico dominio)

La morte di Gigi Simoni, ex allenatore dell’Inter nella sfortunata stagione nerazzurra 1997-1998, la prima con Ronaldo in campo, ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo del calcio. Tanti sono i messaggi di affetto che giungono all’allenatore e alla sua famiglia.

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La società nerazzurra ricorda che Simoni è morto nella “data più interista di tutte”, ovvero il 22 maggio, nel decimo anniversario del Triplete: “Di lui ricordiamo e ci mancherà tutto. Il suo essere signore, innanzitutto. Un modo di vivere, la vita e il calcio, mai sopra le righe. Anche il suo calcio era così: umile ma funzionale, capace di far fruttare al meglio ciò che aveva a disposizione”.

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Il ricordo di Gigi Simoni da parte di Ronaldo

(screenshot video)

Luiz Nazario da Lima, ovvero Ronaldo, ha dedicato all’allenatore di quella stagione, nota soprattutto per quel contatto in area con Mark Juliano e il rigore non concesso, queste parole su Instagram: “Gigi Simoni per me non è stato solo un allenatore. Se oggi penso a lui, penso a un uomo saggio e buono, che non ti ordinava di fare le cose, ma ti spiegava perché quelle cose erano importanti”.

“Penso a un maestro, come in quella foto che facemmo a Natale: lui direttore, noi l’orchestra” – scrive ancora Ronaldo – “Lo ricordo così, con quel sorriso, la sua voce sempre calma, i suoi consigli preziosi. Potevamo e dovevamo vincere di più, ma abbiamo vinto insieme, la cosa che ci raccomandava sempre: grazie mister, mi hai insegnato più di quanto immagini”.

Gli ex ‘ragazzi’ di Simoni commossi per la sua scomparsa

Alle parole di Ronaldo, si aggiungono quelle degli altri protagonisti di quell’Inter: “Quella era una squadra ricca di talenti, ma soprattutto era un gruppo unito che, quasi 25 anni dopo si sente ancora, tutti amici”, sottolinea Checco Moriero, aggiungendo: “Capiva l’uomo e le caratteristiche del giocatore, dava un’opportunità a tutti facendo sentire tutti importanti”.

Aggiunge Fabio Galante: “Il rapporto tra la squadra e Simoni era straordinario, nessuno si è mai scontrato con lui. La sua abilità fu quella di gestire al meglio il gruppo, conservando la sua consueta umiltà. Per noi fu davvero un padre di famiglia: un papà sereno, che ti metteva sempre a tuo agio”. Per Gianluca Colonnese, era un uomo “solare, umile, sorridente e puro”.