Francesco Panella Intervista Esclusiva: da Little Big Italy al dramma Coronavirus

Francesco Panella Intervista Esclusiva di Viagginews.com: da Little Big Italy al dramma Coronavirus, ecco la nostra lunga chiacchierata col ristoratore e conduttore tv sempre più amato dal pubblico italiano.

francesco panella

Ascoltare Francesco Panella mentre parla del suo lavoro ti fa venire in mente un pezzo di una canzone di Bruce Springsteen, “No Surrender”: “Well, we made a promise we swore we’d always remember. No retreat, baby, no surrender” che più o meno significa “Abbiamo fatto una promessa abbiamo giurato che l’avremmo mantenuta nessuna ritirata, nessuna resa”. Panella sta infatti lavorando in prima linea affinché il suo settore (“A me piace aiutare, mi piace dare” ci dice con orgoglio) quello della ristorazione, possa ricominciare dopo essere stato pesantemente provato dalla pandemia del Covid-19 .

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Romano, da tempo è trapiantato a New York dove si occupa assieme al fratello Simone della gestione di Antica Pesa- Brooklyn, locale di famiglia che ha da sempre attirato una clientela speciale composta anche da attori di Hollywood – Jennifer Lopez e Leonardo Di Caprio sono passati di qui –  e da musicisti come Madonna e Bono Vox degli U2.
Nel 2019 l’attività è ulteriormente cresciuta con l’inaugurazione di Feroce, un progetto a 360 gradi che comprende Feroce RistoranteFeroce Caffè e Bar Feroce premiato come apertura dell’anno dalla Top Italian Restaurants del Gambero Rosso.

 

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Guys if you are here in Nyc in vacation I am waiting for you at Feroce and Antica Pesa Brooklyn! Come to visit !

Un post condiviso da Francesco Panella (@f_panella) in data: 10 Ago 2019 alle ore 5:16 PDT

Grande affetto lo riceve però dal piccolo schermo grazie ai suoi programmi come Brooklyn Man e soprattutto Little Big Italy, andato in onda su Nove (si può vedere stasera in replica). Lo abbiamo raggiunto al telefono nel bel mezzo delle sue indaffaratissime giornate e ci ha raccontato ciò che sta vivendo tra i successi televisivi e i cambiamenti che inevitabilmente avverranno per chi fa il suo mestiere.

Francesco Panella, intervista in esclusiva per Viagginews.com

Partiamo da Little Big Italy: vi aspettavate questo successo?

La televisione è un po’ particolare. Uno inizia con un progetto e non sai mai come può andare. Sicuramente l’opinione dell’Italia è sempre stata forte anche al di fuori dal Paese e adesso l’abbiamo riscoperto anche qui. Io vivendo all’estero sapevo perfettamente cosa vuol dire essere italiano per una persona che è emigrata: ti porti con te i sapori, gli aromi e i ricordi; ti svegli sempre con una ferita grande che è la nostalgia di non aver vissuto ancora più tempo nel tuo Paese.

 

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Lunedì andrà in onda una tra le puntate più belle di LITTLE BIG ITALY vi porterò nelle mia NY alla scoperta della migliore pizzeria della grande mela

Un post condiviso da Francesco Panella (@f_panella) in data: 14 Feb 2020 alle ore 9:08 PST

Little Big Italy non è soltanto un programma di cucina ma anche e soprattutto un programma di storie che raccontano il successo dei nostri connazionali all’estero dopo gli inizi difficili. C’è una storia che l’ha colpita di più?

Ogni storia ti lascia un qualcosa, ha un suo perché e un suo valore. Tutto quello che riesco ad ascoltare me lo porto con me, voglio attingere il più possibile.

La cucina italiana autentica si può trovare all’estero nonostante le contaminazioni? Che cosa deve avere un piatto per rappresentare l’italianità?

La reputazione della cucina italiana ha preso forma dopo le prime migrazioni, specialmente con Little Italy a New York, il punto di riferimento per la ristorazione italiana. Vuol dire che per circa 50 anni c’è stata una contaminazione abbastanza importante, perché gli chef e le famiglie erano gli stessi dal Dopoguerra fino agli anni ’70 e non sono mai cambiati. Tutta la nuova generazione di chef che ci sono oggi cerca di lavorare per recuperare valori più contemporanei e prova invece ad utilizzare prodotti originali, che rappresentano l’Italia.

Riguardo invece la situazione attuale dovuta alla pandemia quale pensa che sarà il futuro della ristorazione? 

Innanzitutto ci tengo a dire che abbiamo perso la grande opportunità di avere la leadership e di dare le linee guida agli altri Paesi. C’è stata poca attenzione nell’affrontare il tema della ristorazione, che rappresenta una quota importante del made in Italy, il terzo brand più importante al mondo. Quello che noi seguiremo sarà sicuramente il tema della sicurezza: dobbiamo riuscire ad usarla aggregandola alla tecnologia che può aiutare molto in questo tipo di processo. Non sarà più ammissibile alcun tipo di contaminazione né in cucina né sul cliente.

Quindi le proposte come quella del plexiglass tra un tavolo e l’altro come le vede?

Il tema del plexiglass è un capitolo poco ambizionale. Si sta facendo passare che si deve imbruttire per forza un ristorante, o che deve essere rischioso andarci. Non è così. I ristoranti messi in sicurezza possono essere performanti come prima e non è detto che avere meno tavoli vuol dire avere un posto più brutto. Cogliamo l’opportunità di avere meno spazio e trasformiamo i nostri ristoranti in posti più belli. Una cosa ci ha dato il Coronavirus, il tempo: è mancata invece la creatività, nessuna attenzione al dettaglio. Bisogna essere più humans, più umani: bisogna aiutarci e le compagnie e i ristoranti che avranno al loro interno la componente umanitaria saranno quelle che sopravviveranno meglio.

 

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Il Galoppo è la cura di ogni male. Guardando nell’album fotografico di quest’anno,ho trovato questa foto scattata a Dallas e mi è venuto in mente questa frase di Benjamin Disraeli che è stato Primo Ministro britannico di fine ottocento. Vorrei dare un suggerimento a tutti i giovani imprenditori, preparatevi,perché e’ ora il vostro momento il momento di andare al “Galoppo”cogliete questa Opportunità perché ripartiremo tutti insieme ed il fattore reputazione sarà cancellato.avrete la possibilità di vivere presto in un nuovo risorgimento dove potrete correre al galoppo usando le vostre competenze creatività e talento e metterle a sistema,per far crescere le vostre aziende e non dimenticate mai che le vostre aziende sono fatte di uomini che lavorano per voi,e spesso le vostre decisioni impattano le loro vite e quella della loro famiglia,vero valore aggiunto della nostra grande Italia.tutti in sella tra poco si riparte e lo faremmo Galoppando verso il futuro perché il Galoppo e’ la cura di ogni male . Francesco Looking at this year’s photo album, I found this photo taken in Dallas and it reminded me of this sentence by Benjamin Disraeli, British Prime Minister of the late nineteenth century. I would like to give a suggestion to all the young entrepreneurs to get ready, as now is the time to go “Galloping”, to think at this time in history as an opportunity because we will all restart from a sort of a baseline. Given that the reputation factor will be canceled, you will have the opportunity to be the leader of a new “risorgimento” where you can run galloping with your skills, creativity and talent and put them in a system to help your companies grow, never forgetting that your companies are made of men who work for you and often your decisions impact their lives and the lives of their families, the true added value of our great Italy. Everyone in the saddle again, galloping towards the future because Galloping is the cure against all negative circumstances, allowing us to take proper distance from factors that hold us back from achieving positive results.

Un post condiviso da Francesco Panella (@f_panella) in data: 16 Apr 2020 alle ore 1:06 PDT

Come ha trascorso invece questo periodo di lockdown e cosa ne pensa della fase 2?

Ho usato la creatività e il talento per cercare di capire cosa accadesse nel prossimo futuro della ristorazione. Ho aperto dei “tavoli” con tantissimi amici che fanno lo stesso mestiere per cercare di capire come aiutare più persone possibili e come gestirci. Ho dedicato gran parte del tempo agli affetti, alla mia famiglia, ho fatto delle lezioni gratuite ai giovani imprenditori della sezione Food & Bevarage de Il Sole 24 Ore. Inoltre insieme all’Associazione Italiana Chef di cui sono portavoce abbiamo creato una no-profit che si chiama ItaliansFeedAmerica e abbiamo consegnato 70mila pasti alle persone che ne avevano bisogno.

Ultimissima domanda: si potranno ancora fare programmi di cucina in futuro?

Si sta capendo cosa accadrà, io non credo che il Coronavirus possa bloccare il mondo.

Un’ultima informazione: per chi è di Roma e volesse gustarsi le prelibatezze di Antica Pesa, il primo storico ristorante della famiglia Panella dal 1922, c’è la possibilità dal 14 maggio di usufruire del servizio a domicilio.

Antica Pesa – Roma 
https://www.anticapesa.it/
06 5809236
Via Garibaldi 18, Roma