Mascherine a 50 centesimi introvabili in farmacia: “Chiedete a Conte”

In questi primi giorni di fase 2, gli italiani hanno avuto grosse difficoltà a trovare le mascherine chirurgiche a prezzo calmierato promesse dal governo.

Tra gli obblighi dei cittadini che devono affrontare la fase 2 c’è quello di indossare le mascherine. I cittadini d’ora in poi non possono entrare in un supermercato o andare su un mezzo pubblico senza averne una indosso. Chiaramente per avere a disposizione delle mascherine da indossare in ogni occasione c’è la necessità di acquistarne un numero cospicuo, il che comporta un esborso che non tutti si possono permettere. Per evitare che il costo delle mascherine diventasse un aggravio ulteriore per quei cittadini che già fanno fatica ad arrivare a fine mese, il governo ha annunciato il tetto massimo di 50 centesimi per la singola mascherina.

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Una scelta saggia (per quanto contestata dai produttori) del governo che tuttavia al momento non sta avendo i risultati sperati. Per quale motivo? Semplicemente perché quelle a 50 centesimi sono introvabili. Eppure da lunedì 4 maggio dovrebbero essere acquistabili nelle farmacie, parafarmacie e nei supermercati, come ribadito domenica sera dal Commissario straordinario Arcuri a ‘Che tempo che fa’: “Se una mamma si recherà in farmacia con un euro, potrà ritirare due mascherine, una per sé e una, per il suo bambino”.

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Mascherine introvabili nelle farmacie

Secondo un’indagine condotta da Cittadinanza attiva, nelle principali città italiane c’è carenza dei dispositivi di protezione individuale. In almeno due terzi dei punti vendita indicati non è ancora possibile acquistarle a prezzo calmierato e su alcune vetrine sono stati posti cartelli in cui s’informa la clientela prima che entri. Indicativo e ironico il cartello apparso sulla vetrina di una farmacia di Roma sulla quale si legge: “Per le mascherine chiedere a Conte, solo lui sa dove trovarle”.

Ironia e disagio a parte, da Federfarma arriva una spiegazione sull’attuale carenza di scorte. Il presidente Annarosa Racca, infatti, spiega: “Non è possibile pensare che le mascherine siano immediatamente disponibili nelle farmacie. L’accordo con lo Stato è stato chiuso pochi giorni fa, a inizio maggio le mascherine dovranno essere prodotte dalle aziende le quali, a loro volta, dovranno richiedere le giuste autorizzazioni per poter avviare la produzione”.