Fase 2 Coronavirus | i requisiti necessari per spostamenti e vacanze

Nella Fase 2 Coronavirus, che vede una parziale riapertura di alcune attività, si lavora per garantire nei limiti del possibile anche spostamenti e vacanze.

Fase 2 Coronavirus spostamenti vacanze
Situazione Fase 2 Coronavirus spostamenti vacanze FOTO Getty Images

La Fase 2 Coronavirus è alle porte e comincerà ufficialmente a partire dal 4 maggio. Con tutta una serie di regole che bisognerà ancora rispettare, tra mascherina e guanti obbligatori quando si esce, rispetto del metro di distanza minimo richiesto (due metri se si fa attività sportiva) ed ingressi limitati ad una persona alla volta nei locali la cui apertura è prevista per le prossime settimane.

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Riguardo alle vacanze, sarà impossibile recarsi all’estero nel periodo estivo ed anche nei mesi successivi. Ci si domanda allora se e quando sarà possibile spostarsi in altre regioni, raggiungere eventuali seconde case al mare o in montagna e tutto quanto concerne uno spostamento relativo ad una vacanza. Toccherà alle Regioni far rispettare le linee gida fornite dal Governo.

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Fase 2 Coronavirus spostamenti e vacanze, servirà rispettare rigidi criteri di sicurezza

In particolare, le località turistiche dovranno fare in modo da mantenere entro una certa misura di presenze le loro capacità ricettive, effettuando un rapporto tra la popolazione locale in inverno e quella aumentata in estate dall’arrivo di turisti e visitatori. A tale proposito, verranno tenuti in considerazione due aspetti. Uno riguarda la capacità di accoglienza delle strutture sanitarie del posto, in particolar modo per quanto riguardo i posti di terapia intensiva disponibili. L’altro è inerente invece la curva dell’epidemia misurata attraverso l’indice di contagio. Che al momento è pari in Italia ad una media dello 0,6. Arrivare a 1 vorrebbe dire rivivere l’emergenza già vista a febbraio e marzo, con migliaia di contagi e di morti e gli ospedali al contagio.

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L’ultima parola spetterà alle Regioni

Quell’uno significherebbe avere un contagio certo da parte di un individuo infettato, in caso di contatti stretti. L’ingresso nella Regione ai non residenti verrà concesso solamente se questi due criteri saranno inclusi in una fascia di sicurezza. Anche se i vari governatori avranno sempre l’ultima parola in capitolo. Infatti, nonostante le disposizioni del presidente del Consiglio, laddove lo reputeranno necessario, i presidenti delle Regioni potranno comportarsi diversamente ed optare invece per delle chiusure. Lo stesso consiglio dei ministri ha esortato le Regioni a svolgere un controllo quotidiano sul proprio territorio di quello che sarà l’andamento dei contagi, nella Fase 2 Coronavirus. Questo allo scopo di potere intervenire in maniera tempestiva in caso di problemi.

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Servirà rispettare alla lettera dei precisi paletti di sicurezza

Ed anche per potere garantire la ripresa delle attività produttive in condizioni di sicurezza e lo stato dei sistemi sanitari locali. In caso di problematiche gravi come una impennata dei contagi si procederà quasi sicuramente con delle nuove chiusure. Viceversa andrà avanti il percorso di convivenza con il virus, che nei mesi a venire dovrà condurre verso la normalità. Bisognerà poi rispettare dei requisiti fondamentali per non retrocedere ad una condizione equiparabile alla Fase 1, con relativo lockdown ed impossibilità di accogliere i turisti ed i visitatori sia da dentro che da fuori regione.

  • stabilità di trasmissione del virus;
  • servizi sanitari non sovraccarichi;
  • attività di intervento in caso di possibili rischi
  • abilità di testare tempestivamente tutti i casi sospetti;
  • possibilità di garantire adeguate risorse per il monitoraggio dei positivi);
  • isolamento e quarantena».

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Già nelle prossime settimane ci si attende un aumento ‘controllato’ dei contagi

Per quanto riguarda le terapie intensive, se si supera una soglia del 30% per i casi di Covid-19, scatta l’allerta. Soglia che aumenta al 40% invece per le situazione riguardante i posti letto totali di Area Medica. Valutazioni sulle possibilità di riammettere gli spostamenti tra le regioni giungeranno dopo il 18 maggio. Il premier Conte, nell’ultimo discorso dal Viminale, aveva detto di aspettarsi un aumento dei contagi a causa della riapertura delle attività nella Fase 2 Coronavirus. Ma aveva parlato di un “rischio calcolato”, per il quale si farà di tutto per tenerlo sotto controllo, con l’intenzione poi di proseguire nella ripresa del Paese monitorando attentamente la situazione ed arginando il più possibile la circolazione del virus.