Medici di base e dentisti accusano: “Noi senza protezioni e mascherine”

Coronavirus, medici di base e dentisti accusano: “Noi senza protezioni e mascherine, il 3 maggio costretti a sospendere servizi”.

(ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images)

Potrebbero essere costretti a interrompere il servizio dopo il 3 maggio medici di base e dentisti italiani. Essi sottolineano come siano senza dispositivi di protezione individuali, in particolar modo mascherine.

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Per questo, scrivono il segretario della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Silvestro Scotti e il presidente dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, Carlo Ghirlanda, non è certo che possano garantire servizi.

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L’appello di medici di base e dentisti: “Chi ci protegge dal Coronavirus?”

(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Medici di base e dentisti denunciano che mascherine e altri DPI risultano “irreperibili sul mercato abituale”. Questo in virtù delle ordinanze che centralizzano acquisizioni ed acquisti alla Protezione civile. Per tale ragione lanciano un appello ai commissari Arcuri e Borrelli e al ministro della Salute, Roberto Speranza. Scrivono Scotti e Ghirlanda: “Nell’ottica di una possibile progressiva riduzione delle misure di distanziamento e del lockdown, dal 3 maggio, tale carenza potrebbe comportare il rallentamento o addirittura l’interruzione forzosa di tutte le attività mediche e odontoiatriche, di cura e di prevenzione svolte dai medici e dagli odontoiatri”. Si tratta delle attività “non comprese nei livelli essenziali di assistenza garantiti, con grave danno per tutti i pazienti”.

Viene ricordato il sacrificio dei medici già vittime di Covid-19. Scrivono i medici: “Non possiamo consentire che altri professionisti sanitari possano correre il rischio di ammalarsi di Covid-19 allungando in questo modo l’elenco dei colleghi deceduti perché sprovvisti di dpi adeguati, né di esporre al medesimo rischio il nostro personale, i nostri familiari o i nostri pazienti”. L’alternativa alla richiesta di mascherine è che “vengano autorizzate le strutture produttive e distributive del comparto a fornire dispositivi a prezzi imposti, vicini a quelli abitualmente praticati nel periodo pre Covid-19, per impedire inaccettabili speculazioni”.

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