Omicidio Elena Ceste, la criminologa: “Non l’ha uccisa il marito, non è stato omicidio”

Secondo quanto riportato da ‘Cronache lucane’, la criminologa Ursula Franco avrebbe indicato una crisi psicotica come causa della morte di Elena Ceste.

Il caso Elena Ceste è stato uno dei più seguiti degli ultimi anni. La donna è stata trovata priva di vita e completamente nuda a fine 2014, dieci mesi dopo che era scomparsa di casa. I sospetti degli inquirenti si sono rivolti subito verso il marito della donna, Michele Buoninconti. Durante i processi l’uomo è stato condannato per omicidio a 30 anni di reclusione in carcere, condanna che nel 2018 è stata resa definitiva dalla Corte di Cassazione.

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Nonostante la condanna, Michele non ha mai ammesso di aver ucciso la moglie ed anzi in più di un’occasione ha dichiarato di essere innocente. La sua posizione è stata sostenuta di recente dalla criminologa Ursula Franco, medico specializzato in criminologia all’Università La Sapienza di Roma. Allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti di Statement Analysis, è stata consulente per il caso Ceste, per il caso Daniel Ciocan e per l’omicidio di Lidia Macchi. A suo avviso, infatti, i giudici avrebbero commesso un grave errore, ritenendo colpevole Michele solo perché non avrebbero considerato la possibilità che la donna possa aver subito un crollo psicotico.

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Morte Elena Ceste, la Criminologa: “Un caso di psicosi”

In questi giorni, dopo aver letto dei numerosi casi di denudamento in strada durante la quarantena, la criminologa è tornata ad esporre la propria tesi. A riportarla è il blog d’informazione ‘Le Cronache Lucane.it‘ sul quale si legge: “Buoniconti è stato indagato e poi condannato perché gli inquirenti, i loro consulenti ed il giudice Roberto Amerio non sono stati in grado di spiegarsi la morte di Elena ed il ritrovamento del suo corpo nudo nel Rio Mersa se non con un omicidio. Tale conclusione è frutto di una ‘Tunnel vision‘ che ha colpito in primis i carabinieri della stazione Costigliole d’Asti e ha poi infettato, proprio come un virus, le conclusioni di tutti. Il denudamento è uno tra i sintomi comportamentali della psicosi. La scienza e la casistica parlano chiaro, esistono migliaia di foto e video di soggetti psicotici che camminano per strada nudi. Una crisi psicotica non ha né orari né stagioni, il distacco dalla realtà impedisce infatti a chi ne è affetto di percepire il dolore, il freddo o il caldo”.

La criminologa, dunque, non ha dubbi i carabinieri sono stati indotti all’errore poiché non sapevano che il denudamento è uno dei sintomi della crisi psicotica e questo ha portato alla condanna del marito. In conclusione, infatti, aggiunge: “La verità sul caso Ceste è agli atti, atti che evidentemente nessuno ha mai letto con il giusto filtro. Elena Ceste è stata uccisa dalla psicosi e dall’ipotermia”.