Nonno in quarantena si suicida: “Non posso vedere il nipotino, così non ha senso”

Stanco di rimanere in casa e colpito da un senso di solitudine, un anziano si è suicidato gettandosi dalla finestra di casa in cui passava la quarantena.

Con il prolungarsi della quarantena aumenta il rischio che le persone rimaste isolate possano sviluppare una forte depressione. Essere rimasti in quarantena in un appartamento vuoto può essere considerato un vantaggio se si analizza solo il rischio di contrazione del virus. In questi casi, però, c’è il rovescio della medaglia: passare settimane e mesi senza poter uscire di casa o scambiare una parola con qualcuno può portare a provare un forte senso di solitudine ed in alcuni casi ad un’acuta depressione.

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Il rischio aumenta se il soggetto isolato è un anziano, soggetto a rischio a cui è sconsigliato qualsiasi contatto sociale ed a cui è vietato uscire di casa per una passeggiata o per fare la spesa. A questo si aggiunge anche l’impossibilità, in alcuni casi, di utilizzare strumenti tecnologici per effettuare video chiamate e passare il tempo in compagnia dei familiari.

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Nonno si suicida a causa della quarantena: “Non posso vedere mio nipote”

Il caso emblematico di questo rischio è stato raccontato dal ‘Secolo XIX‘ e riguarda un uomo anziano che si è suicidato nelle scorse ore. A quanto pare soffriva la solitudine e non riusciva ad accettare che le sue abitudini potessero essere stravolte per sempre. Inoltre era devastato dall’impossibilità di vedere i familiari. In un biglietto scritto dal pensionato prima di gettarsi dalla finestra si legge: “Non riesco a vedere il mio nipotino. Non ha più senso vivere così”.

Nello stesso articolo viene intervistato sulla possibilità di simile accadimenti nei prossimi giorni Carlo Vittorio Valenti, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze dell’ Asl 2 di Savona. Questo spiega: “Può accadere di sentirsi demoralizzati in questa situazione. Gli anziani non possono vedere figli e nipoti, ma torneranno a farlo. I centri di salute mentale sono sempre aperti e se la situazione è grave, gli operatori possono anche andare a casa”.