Cortina, record di contagiati: “Colpa del fine settimana sulle piste da sci”

I contagi per Covid-19 continuano a diffondersi a macchia d’olio in altre zone d’Italia: il sindaco di Cortina d’Ampezzo ha lanciato un appello

Covid 19 Emilia Romagna

I contagiati per Covid-19 non diminuiscono, anzi si sono diffusi anche in altre zone d’Italia, come per esempio a Cortina d’Ampezzo. Altre sette persone sono risultate positive al test con l’1% dei residenti in una località di 5.800 abitanti. La paura è in vista della prossima settimana per chi ha la doppia casa: l’avvertimento è arrivato dal Comune che ha dichiarato di “non voler assolutamente peggiorare la situazione la prossima settimana, per Pasqua, quando ci sarà un forte contrasto all’arrivo di altre persone”.

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Coronavirus, l’appello del sindaco di Cortina

Lo stesso sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, ha aggiornato le statistiche via social: “Lunedì 30 marzo c’era stato un rallentamento dei positivi al virus, mentre martedì ci sono stati questi nuovi casi, così da portare il totale a sessanta”. Poi ha aggiunto: “Mi conforta però il continuo aggiornamento che ho dalla locale sezione della Croce Bianca: i loro mezzi di soccorso sono usciti pochissime volte nelle giornate di domenica, lunedì e martedì, per trasportare malati all’ospedale. È una situazione ben diversa dal picco di interventi che c’era stato fra il 26 e il 27 marzo”.

Infine, il primo cittadino della località delle Dolomiti ha concluso: “Ed è oltremodo positivo il fatto che il 90 per cento dei contagiati sia in buone condizioni; pochi sono ricoverati all’ospedale di Belluno; nessuno è in terapia intensiva. Confido che tutti loro possano andare verso una stabilizzazione e che dalla prossima settimana ci siano le prime guarigioni, certificate dai successivi tamponi”.

Coronavirus, i motivi dei contagiati di Cortina

Successivamente lo stesso sindaco di Cortina ha cercato di ricostruire la dinamica: “Questo primato negativo è dato ovviamente dal fatto che Cortina è una destinazione turistica importante. La spiegazione è molto chiara: sino al fine settimana del 7 e 8 marzo qui in valle c’erano trentamila persone”.

In aggiunta ha ricercato i possibili colpevoli: “Chi non ha flussi turistici, nel proprio paese, ha una situazione completamente diversa. Nel numero di contagiati siamo in linea, o forse un po’ al di sotto, con altre località invernali, in particolar modo quelle ladine delle Dolomiti, a cui facciamo riferimento: le valli Badia, Fassa, Gardena, destinazioni come Ortisei, Corvara, Canazei. Questo andamento dei contagi, in forte crescita sino al 23 marzo, ora sembra davvero assestarsi e faremo il possibile perché non ci sia una nuova accelerazione”.