Coronavirus, fine pandemia: cambieranno i viaggi in aereo

Il dopo Coronavirus nei viaggi: come sarà viaggiare in aereo

coronavirus aeroporto
Come cambierà prendere l’aereo dopo la pandemia

Quando finirà la pandemia di Coronavirus gradualmente torneremo ad uscire dalle nostre case, torneremo a lavorare, a muoverci e infine anche a viaggiare. Ricominceremo a prendere gli aerei e i treni, torneremo a volare per andare in vacanza o per lavoro, ma i viaggi in aereo cambieranno parecchio. Il comparto turistico è quello che più di tutti gli altri ha subito lo tsunami della pandemia e sarà l’ultimo che tornerà a rialzare la testa. Lo farà pagando pesanti conseguenze ed inevitabilmente cambiando.

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Le compagnie aeree sono al momento pressoché ferme. Ryanair e Easyjet hanno cancellato tutti i voli fino a giugno, Lufthansa ha deciso di mantenere operativi una decina di voli fino a metà aprile. L’australiana Qantas ha annunciato di voler lasciare a casa tutta la sua flotta internazionale e America Airlines ha ridotto drasticamente i suoi voli.

Il peso economico di questa situazione è enorme: voli cancellati, aerei fermi, nessun passeggero significa una perdita di decine di migliaia di euro ogni giorno. Inoltre questa condizione durerà ancora a lungo e la libertà di viaggiare come l’avevamo un tempo la riavremo solo fra molti mesi. Impossibile quindi ripartire come se nulla fosse accaduto.

Come saranno i viaggi in aereo dopo la pandemia

La prima conseguenza della pandemia da coronavirus – e questo vale per il settore turistico come per qualsiasi altro – sarà quella economica. Sebbene le compagnie aeree abbiano al momento una buona liquidità, con il passare dei mesi alcune non riusciranno a far fronte alle spese. Le linee aeree più piccole quindi inevitabilmente falliranno, qualcuna magari troverà sponsor per avere liquidità e quelle più grandi per salvarsi potrebbero essere nazionalizzate, ossia aiutate dal governo come è successo con Alitalia. Alla fine della pandemia avremo quindi un numero di compagnie aeree inferiore.

Questo significherà per i passeggeri avere meno scelta, con meno voli e questi saranno meno frequenti. Se fino ad un mese fa per andare da Roma a Parigi avevamo una vastissima scelta con almeno 15 compagnie e 30 voli in un solo giorno, dopo avremo la metà delle compagnie aeree e di conseguenza la metà dei voli.

Dal punto di vista dei prezzi dei biglietti questa situazione potrebbe portare ad un incremento dei costi, inoltre tutto l’indotto del comparto aereo sarà in difficoltà economica e di conseguenza questo inciderà sui prezzi. Dall’altro canto però l’abbassamento del prezzo del petrolio potrà far calare un po’ i prezzi.

Nei primi tempi post pandemia ogni aereo viaggerà con meno passeggeri per poter consentire il distanziamento ed è possibile che in futuro per la sicurezza sanitaria vengano montati fra i sedili dei separé in plexiglass.

E poi ci sono gli aeroporti. Verranno creati percorsi per evitare assembramenti negli scali e ci saranno i controlli sanitari. In un certo senso questo c’è già con il controllo della temperatura e l’autocertificazione. Ma verranno incrementati i controlli con strumenti tecnologici di diagnostica. La pandemia da Coronavirus creerà nuove abitudini a cui ci abitueremo, così come abbiamo fatto con i controlli di sicurezza istituiti dopo l’11 settembre 2001.

 

 

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