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Matteo Renzi, proposta choc: “Riapriamo tutto o la gente morirà di fame”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56
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In un’intervista pubblicata su L’Avvenire, Matteo Renzi si è espresso in merito alla “stagione del Covid-19”. Il suo appello all’Italia può essere riassunto in una sola parola: “Riapriamo”.

Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due…”. In un’intervista pubblicata oggi, sabato 28 marzo 2020, su L’Avvenire, Matteo Renzi si è espresso in merito alla “stagione del Covid-19”, raccontando le sue sofferenze ma anche le sue speranze. Il suo appello all’Italia può essere riassunto in una sola parola: “Riapriamo”. “Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere uno o due anni con il virus“. Matteo Renzi si è mostrato contento per “i valori” che questa situazione d’emergenza sta risvegliando nei cittadini: “C’è l’angoscia, il disorientamento, la paura, l’incertezza. C’è il dolore profondo e senza fine per i troppi morti. Ma c’è anche un’altra storia. Straordinaria e commovente. Una storia di valori. Di umanità. Di impegno. Di coraggio. Le famiglie non escono di casa, ma tornano a pregare. Il mondo che ragionava solo di eutanasia difende la vita senza nessun tentennamento e fa quadrato attorno ai più fragili: gli anziani, i malati…”. A metà pomeriggio, racconta L’Avvenire, Renzi si è fermato per assistere alla preghiera di papa Francesco, davanti alla televisione insieme alla sua famiglia. Quando l’intervista è ripresa Renzi è ripartito esattamente da dove si era fermato: con il pensiero fisso rivolto verso l’Italia, e verso la strada che dovrà imboccare.

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Matteo Renzi, la proposta choc: vuole riaprire tutto, e ripartire

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“Bisogna consentire che la vita riprenda”, afferma. “E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi, specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione. Serve attenzione, serve gradualità, serve il rispetto della distanza. Ma bisogna riaprire”. E’ una situazione terribile, ma “serve un piano per la riapertura. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe. Sì, non ci scambieremo il segno della pace ma torneremo a messa. O almeno a fare l’adorazione insieme”. Renzi, dunque, vorrebbe anche la riapertura delle scuole: “Il ministro giovedì in Senato è stata poco chiara sui tempi, ma bisogna riaprire. Bisogna garantire gli esami: il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle “medie” e i 2 milioni 700mila delle “superiori”. Tutti di nuovo in classe, mantenendo le distanze e dopo aver fatto comunque tutti un esame sierologico: una puntura su un dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus. È probabile che tanti ragazzi abbiano già contratto il Covid senza mostrare sintomi, sarebbe uno screening di massa importante”. Per quanto riguarda l’emergenza economica, Matteo Renzi propone: Ogni tipo di richiesta di denaro va sospesa: tasse, affitti, mutui. Chi è stato chiuso regge se gli elimini le scadenze o se gli offri una straordinaria iniezione di liquidità. È la sola strada: lo Stato deve dare garanzie alle banche, e le banche devono garantire liquidità. Senza pretendere modulistiche infernali, deve bastare un modulo di richiesta sulla base del fatturato dell’anno prima e la garanzia dello Stato”.

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Matteo Renzi choc: “Dopo la Peste l’Italia creò il Rinascimento”

“Ho due nonne”, conclude Renzi. “Una compie ora cent’anni, un’altra novanta. Io penserò a loro, come tutti noi penseremo ai nostri anziani che non potremo più abbracciare per qualche mese: è terribilmente triste ma saremmo costretti a fare così”. Matteo guarda al futuro con positività e sicurezza: La stagione del coronavirus ha un prima, un dopo, ma anche un durante. E nel durante bisognerà fare i conti con la realtà. Per un anno non ci daremo più la mano. Non staremo più attaccati nelle tavolate in pizzeria, si andrà al cinema e al teatro mantenendo la distanza di sicurezza. Si eviteranno i posti affollati e si lavorerà di più da casa. Si vivrà diversamente, ma si vivrà. Bisogna ripartire, però. Perché l’alternativa è chiudersi in casa e morire. Penso spesso a Firenze: dopo la peste del 1348 creò il Rinascimento. Penso che per arrivare al dopo bisogna attraversare il durante. Faremo fatica ma ce la faremo”.

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