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Tutto chiuso per Coronavirus: studenti organizzano festa in casa, finisce male

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:32
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A causa dell’emergenza Coronavirus, ogni tipo di esercizio commerciale che non vende beni di prima necessità è chiuso. Gli studenti però non hanno voluto fermarsi e hanno organizzato una festa universitaria in casa.

 Le prescrizioni del decreto emesso dalla Presidenza del Consiglio sulle misure emergenziali per il Coronavirus sono chiare: bisogna evitare gli spostamenti, salvo per fare la spesa, portare a spasso i cani o altre esigenze primarie. Eppure, non tutti sembrano aver compreso questa necessità. Venti sono state le persone denunciate dalla Polizia di Bologna per aver organizzato una festa in casa. Sono oltre 150 mila i controlli che vengono fatti giornalmente.

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Alle 22:30 è arrivata una segnalazione per la Polizia di Bologna, gli agenti sono arrivati in un appartamento in via Filopanti, in zona universitaria, e hanno trovato un gruppo di venti studenti della Johns Hopkins University che stavano dando una festa in casa. Per i giovani è scattata la denuncia. Su oltre 150 mila controlli eseguiti per assicurare che le misure di contenimento del Coronavirus siano applicate, sono scattate 7 mila denunce. Questo il report del Viminale, relativo solo alla giornata di ieri. 6942 sono stati denunciati per la violazione dell’articolo 650 del Codice Penale e 276 per aver dichiarato il falso ai controlli. 83 mila invece sono stati i negozi controllati: in questo caso sono scattate le denunce per 239 titolari di esercizi commerciali.

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Coronavirus, sequestri e denunce in tutta Italia per infrazioni

Per potersi spostare da casa, infatti, diventa necessario compilare e stampare il modulo di autocertificazione, che si può trovare a questo link. Tra i denunciati dalla Guardia di Finanza, un ambulante abusivo di Cardito, in provincia di Napoli, che aveva avviato un punto di vendita di carciofi arrostiti lungo la strada nel comune di Orta di Atella. Per lui la sanzione penale per il mancato rispetto del decreto Coronavirus, poiché l’attività creava assembramento di persone, e il sequestro dell’intera struttura. Inoltre sono state sequestrate oltre 1600 mascherine, per scongiurare episodi di frode legati alla vendita di dispositivi non sicuri.

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