Tommaso Onofri: il caso del bambino ucciso nel 2006 – VIDEO

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La morte di Tommaso Onofri: il caso del bambino ucciso nel 2006, chi lo ha rapito, le indagini della polizia, la svolta nel caso e il processo.

Il 2 marzo 2006, la famiglia Onofri viene aggredita nel suo casolare di campagna, a Parma, nella frazione Casalbaroncolo. Due uomini bloccano marito e moglie e rapiscono il piccolo Tommaso Onofri, di 17 mesi. Quindi fuggono a piedi.

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Quello che avviene alle porte di Parma lascia col fiato sospeso l’Italia intera: la notizia si diffonde rapidamente grazie ai telegiornali della sera.

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Chi ha rapito Tommaso Onofri: le indagini della polizia

La prima a dare l’allarme è la mamma del bambino: la Polizia di Stato nota subito che si tratta di un sequestro anomalo. Chi e perché può aver rapito un bambino così piccolo? Vengono interrogati per la prima volta i muratori che avevano lavorato precedentemente in casa Onofri. Qualche giorno dopo, il papà del bambino, Paolo Onofri, finisce nei guai per possesso di materiale pedopornografico. Patteggerà per quel reato sei mesi di reclusione.

Passa ancora qualche giorno e c’è una sensitiva che indica il luogo dove secondo lei sarebbe stato ucciso il piccolo: il fiume Magra, nei pressi di Pontremoli. Ma non è vero: la donna viene anche indagata per falso. Passa ancora qualche giorno e arriva una strana minaccia davanti a casa Onofri, sembra rivolta al padre: una scritta “Ne hai abbastanza?”, che viene poi cancellata.

La svolta nel caso della scomparsa del piccolo Tommy

Un mese dopo la svolta del caso: viene arrestato Mario Alessi, un muratore pregiudicato, che viene accusato di rapimento. L’uomo fa anche i nomi dei complici, Antonella Conserva, sua compagna e Salvatore Raimondi. L’arresto risale al primo aprile 2006, il giorno dopo il corpicino di Tommy viene ritrovato nei pressi di un torrente. Il movente del rapimento non ha nulla a che vedere con le attività del padre di Tommaso Onofri.

Mario Alessi infatti ha ammesso di aver rapito il bambino per questioni economiche: a quanto pare, era fortemente indebitato e aveva architettato il sequestro per chiedere un corposo riscatto. Poi perde la testa perché il bambino piange troppo e lo uccide. Al processo condannato all’ergastolo Mario Alessi, ventiquattro anni per Antonella Conserva e venti per Salvatore Raimondi. La vicenda ha una vasta risonanza nella cultura di massa: al rapimento del piccolo e al successivo processo sono dedicate molte trasmissioni, mentre il rapper Fabri Fibra incide il brano “Potevi essere tu”.